Abrogazione parziale, a seguito di referendum popolare, della legge 6 febbraio 1948, n. 29, e successive modificazioni, recante norme per la elezione del Senato della Repubblica.
Quali disposizioni della legge elettorale del Senato sono state abrogate dal referendum del 1993?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto del Presidente della Repubblica 170/1993 dà esecuzione ai risultati di un referendum popolare tenutosi nel maggio 1993, mediante il quale gli elettori italiani hanno votato per l'abrogazione parziale della legge 6 febbraio 1948, n. 29, che disciplinava le elezioni del Senato della Repubblica. Il decreto abroga specifiche disposizioni relative alle modalità di candidatura, proclamazione e votazione dei senatori, eliminando vincoli procedurali e percentuali che caratterizzavano il sistema elettorale precedente. In particolare, vengono eliminate: il requisito del 65% di voti per la candidatura, alcune formalità relative alla ricevuta di proclamazione presso la segreteria del Senato, e disposizioni che limitavano l'elezione al candidato con il maggior numero di voti nel collegio. Questo intervento rappresenta un momento cruciale della riforma elettorale italiana degli anni Novanta, che ha progressivamente modificato il sistema proporzionale puro verso forme di maggioritario, incidendo profondamente sulla rappresentanza parlamentare e sulla governabilità del Paese.
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Riferimento normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 giugno 1993, n. 170
Testo normativo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 170/1993
# DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 giugno 1993, n. 170
## Abrogazione parziale, a seguito di referendum popolare, della legge
6 febbraio 1948, n. 29, e successive modificazioni, recante norme per
la elezione del Senato della Repubblica.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' art. 75 della Costituzione ; Visto l' art. 37 della legge 25 maggio 1970, n. 352 ; Visti gli atti, trasmessi in data 26 maggio 1993 da parte dell'ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione, relativi alla proclamazione del risultato del referendum indetto con decreto del Presidente della Repubblica 25 febbraio 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 50 del 2 marzo 1993, per l'abrogazione parziale della legge 6 febbraio 1948, n. 29 , recante "Norme per la elezione del Senato della Repubblica", e successive modificazioni ed integrazioni; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'interno; EMANA il seguente decreto: Art. 1 1. In esito al referendum di cui in premessa, nella legge 6 febbraio 1948, n. 29 , recante "Norme per la elezione del Senato della Repubblica", e successive modificazioni ed integrazioni, sono abrogate le seguenti disposizioni: Articolo 17, secondo comma, limitatamente alle parole: "comunque non inferiore al 65 per cento del loro totale"; Articolo 18, primo comma, limitatamente alle parole: "alla segreteria del Senato, che ne rilascia ricevuta, qualora sia avvenuta la proclamazione del candidato e, nel caso contrario,"; Articolo 19, primo comma, limitatamente alle parole: "o delle comunicazioni di avvenuta proclamazione"; secondo comma, limitatamente alle parole: "presentatisi nei collegi"; terzo comma, limitatamente alla parola: "suddetti"; ottavo comma, limitatamente alla parola: "soltanto" e limitatamente alle parole: "il candidato che in detto collegio ha ottenuto il maggior numero di voti validi, e". 2. L'abrogazione di cui al comma 1 ha effetto a decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 5 giugno 1993 SCALFARO CIAMPI, Presidente del Consiglio dei Ministri MANCINO, Ministro dell'interno Visto, il Guardasigilli: CONSO
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Il decreto riguarda l'abrogazione referendaria di norme sulla elezione del Senato della Repubblica, sistema elettorale e diritto costituzionale. È rilevante per chi studia le riforme istituzionali italiane, i referendum abrogativi e le modifiche al sistema di voto per le camere parlamentari, nonché per comprendere il passaggio dal proporzionale puro al sistema maggioritario degli anni Novanta.
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