Regolamento concernente "Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione all'esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale, a norma dell'articolo 11 della legge 8 novembre 2000, n. 328".
Quali sono i requisiti minimi strutturali e organizzativi che il Decreto 308/2001 fissa per l'autorizzazione dei servizi e delle strutture residenziali e semiresidenziali?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 308/2001 stabilisce gli standard minimi che le strutture e i servizi sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale devono possedere per ottenere l'autorizzazione all'esercizio. Questa normativa si applica a tutte le strutture che forniscono servizi sociali integrati, incluse le comunità di tipo familiare che operano in civili abitazioni. Il decreto rappresenta l'attuazione della legge quadro 328/2000 sul sistema integrato di interventi e servizi sociali, e fissa i criteri comuni a livello nazionale che le regioni devono recepire e eventualmente integrare secondo le esigenze locali. In pratica, le strutture devono rispettare questi requisiti minimi per ottenere l'autorizzazione dalle autorità regionali competenti, mentre le regioni hanno facoltà di definire standard più elevati e di stabilire modalità e termini per l'adeguamento delle strutture già operanti, anche prevedendo deroghe temporanee.
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Riferimento normativo
DECRETO 21 maggio 2001, n. 308
Testo normativo
DECRETO n. 308/2001
# DECRETO 21 maggio 2001, n. 308
## Regolamento concernente "Requisiti minimi strutturali e organizzativi
per l'autorizzazione all'esercizio dei servizi e delle strutture a
ciclo residenziale e semiresidenziale, a norma dell'articolo 11 della
legge 8 novembre 2000, n. 328".
IL MINISTRO PER LA SOLIDARIETÀ SOCIALE Visto l' articolo 17, comma 3, della legge 28 agosto 1998, n. 400 ; Vista la legge 8 novembre 2000, n. 328 , recante "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali"; Visti in particolare gli articoli 9, comma 1, lettera c) , e 11, comma 1, della legge n. 328 del 2000 , che prevedono la fissazione dei requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione all'esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale; Visto l'articolo 8, comma 3, lettera f), della medesima legge n. 328 del 2000 che prevede che le regioni, sulla base dei requisiti minimi fissati dallo Stato, definiscano i criteri per l'autorizzazione, l'accreditamento e la vigilanza delle strutture e dei servizi a gestione pubblica o dei soggetti di cui all'articolo 1, commi 4 e 5; Sentita la Conferenza unificata di cui all' articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 ; Sentiti i Ministri della sanità e per gli affari regionali; Udito il parere della sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza del 9 aprile 2001; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri n. DAS/232/UL/749 dell'8 maggio 2001, a norma dell' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; a d o t t il seguente regolmento: Art. 1 Oggetto e finalità 1. Il presente decreto fissa i requisiti minimi strutturali e organizzativi per l'autorizzazione all'esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo diurno e residenziale di cui alla legge n. 328 del 2000 , con previsione di requisiti specifici per le comunità di tipo familiare con sede nelle civili abitazioni. 2. Ai sensi dell' articolo 11, comma 2, della legge n. 328 del 2000 , le regioni recepiscono e integrano, in relazione alle esigenze locali, i requisiti minimi fissati dal presente decreto, individuando, se del caso, le condizioni in base alle quali le strutture sono considerate di nuova istituzione e le modalità e i termini entro cui prevedere, anche in regime di deroga, l'adeguamento ai requisiti per le strutture già operanti.
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Il Decreto 308/2001 è il riferimento normativo per i requisiti minimi strutturali e organizzativi delle strutture sociali residenziali e semiresidenziali, disciplinando autorizzazione, accreditamento e vigilanza secondo la legge 328/2000. Gestori di strutture sociali, enti pubblici e privati del terzo settore lo consultano per comprendere gli standard obbligatori, le comunità familiari, le modalità di adeguamento e il riparto di competenze tra Stato e regioni.
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