Decreto Ministeriale

Decreto Ministeriale 30/2012

Regolamento concernente l'adeguamento dei compensi spettanti ai curatori fallimentari e la determinazione dei compensi nelle procedure di concordato preventivo. (12G0047)

Pubblicato: 26/03/2012 In vigore dal: 25/01/2012 Documento ufficiale

Quali sono i criteri e le aliquote per il calcolo del compenso del curatore fallimentare secondo il Decreto Ministeriale 30/2012?

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Il Decreto Ministeriale 30/2012 stabilisce le regole per liquidare i compensi spettanti ai curatori fallimentari, applicandosi a tutte le procedure concorsuali gestite da questi professionisti. Il compenso è determinato dal tribunale sulla base dell'opera prestata, dei risultati ottenuti, dell'importanza del fallimento e della sollecitudine nelle operazioni, e consiste in una percentuale sull'attivo realizzato con aliquote decrescenti al crescere dell'importo. Ad esempio, per attivi fino a 16.227,08 euro la percentuale varia dal 12% al 14%, mentre per importi superiori a 2.434.061,37 euro scende allo 0,45%-0,90%. Oltre al compenso principale sull'attivo, il curatore ha diritto a un compenso supplementare calcolato sul passivo accertato, con percentuali che variano dallo 0,19% allo 0,94% sui primi 81.131,38 euro e dallo 0,06% allo 0,46% sulle somme eccedenti. La liquidazione avviene mediante decreto del tribunale non ricorribile, dopo l'approvazione del rendiconto, ed è l'unico compenso che il curatore può percepire, essendo vietato richiedere ulteriori pagamenti anche per rimborso spese.

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Riferimento normativo

DECRETO 25 gennaio 2012, n. 30

Testo normativo

DECRETO n. 30/2012 # DECRETO 25 gennaio 2012, n. 30 ## Regolamento concernente l'adeguamento dei compensi spettanti ai curatori fallimentari e la determinazione dei compensi nelle procedure di concordato preventivo. (12G0047) IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA Visto il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , e successive modificazioni, sulla disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa e, in particolare, l'articolo 39, primo comma, il quale prevede che, mediante decreto del Ministro della giustizia, sono stabilite le norme per la liquidazione dei compensi ai curatori di fallimento, nonchè gli articoli 165 e l'abrogato articolo 188 dello stesso decreto; Visto l' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza dell'8 novembre 2011; Vista la nota del 12 dicembre 2011, con la quale lo schema di regolamento è stato comunicato al Presidente del Consiglio dei Ministri; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 1. Il compenso al curatore di fallimento è liquidato dal tribunale a norma dell' articolo 39 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , tenendo conto dell'opera prestata, dei risultati ottenuti, dell'importanza del fallimento, nonchè della sollecitudine con cui sono state condotte le relative operazioni, e deve consistere in una percentuale sull'ammontare dell'attivo realizzato non superiore alle misure seguenti: a) dal 12% al 14% quando l'attivo non superi i 16.227,08 euro; b) dal 10% al 12% sulle somme eccedenti i 16.227,08 euro fino a 24.340,62 euro; c) dall'8,50% al 9,50% sulle somme eccedenti i 24.340,62 euro fino a 40.567,68 euro; d) dal 7% all'8% sulle somme eccedenti i 40.567,68 euro fino a 81.135,38 euro; e) dal 5,5% al 6,5% sulle somme eccedenti i 81.135,38 euro fino a 405.676,89 euro; f) dal 4% al 5% sulle somme eccedenti i 405.676,89 euro fino a 811.353,79 euro; g) dallo 0,90% all'1,80% sulle somme eccedenti i 811.353,79 euro fino a 2.434.061,37 euro; h) dallo 0,45% allo 0,90% sulle somme che superano i 2.434.061,37 euro. 2. Al curatore è inoltre corrisposto, sull'ammontare del passivo accertato, un compenso supplementare dallo 0,19% allo 0,94% sui primi 81.131,38 euro e dallo 0,06% allo 0,46% sulle somme eccedenti tale cifra. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art.10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: Si riporta il testo degli articoli 39 , 165 e 188 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa.): "Art. 39. Compenso del curatore. Il compenso e le spese dovuti al curatore, anche se il fallimento si chiude con concordato, sono liquidati ad istanza del curatore con decreto del tribunale non soggetto a reclamo, su relazione del giudice delegato, secondo le norme stabilite con decreto del Ministro della giustizia. La liquidazione del compenso è fatta dopo l'approvazione del rendiconto e, se del caso, dopo l'esecuzione del concordato. È in facoltà del tribunale di accordare al curatore acconti sul compenso per giustificati motivi. Se nell'incarico si sono succeduti più curatori, il compenso è stabilito secondo criteri di proporzionalità ed è liquidato, in ogni caso, al termine della procedura, salvi eventuali acconti. Nessun compenso, oltre quello liquidato dal tribunale, può essere preteso dal curatore, nemmeno per rimborso di spese. Le promesse e i pagamenti fatti contro questo divieto sono nulli, ed è sempre ammessa la ripetizione di ciò che è stato pagato, indipendentemente dall'esercizio dell'azione penale." "Art. 165. Commissario giudiziale. Il commissario giudiziale è, per quanto attiene all'esercizio delle sue funzioni, pubblico ufficiale. Si applicano al commissario giudiziale gli articoli 36, 37, 38 e 39." L'abrogato art. 188 del citato regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , recava: "Ammissione alla procedura.". Si riporta il testo dell' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.): "Art. 17. Regolamenti. 1. - 2. (omissis). 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di autorità sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione. 4. - 4-ter. (omissis).". Note all'art. 1: Per il testo dell'articolo 39 del citato regio decreto n. 267 del 1942 , si veda nelle note alle premesse.

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