Quali modifiche apporta il Decreto Ministeriale 180/2000 alla disciplina dei fondi comuni di investimento?
Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 180/2000 interviene su specifiche disposizioni del regolamento precedente (DM 228/1999) che disciplina i criteri generali cui devono uniformarsi i fondi comuni di investimento. La norma principale riguarda la soppressione dell'ultimo periodo dell'articolo 17, comma 10, del DM 228/1999, eliminando così un vincolo che rendeva difficile reperire sul mercato una garanzia nei termini precedentemente previsti. Questo intervento si applica a tutti i fondi comuni di investimento, sia aperti che chiusi, e riguarda principalmente le società di gestione del risparmio (SGR) che li amministrano. In pratica, la modifica semplifica i requisiti procedurali per la costituzione e la gestione dei fondi, in particolare per i fondi immobiliari ad apporto, evitando di differenziare eccessivamente il loro regime rispetto ai fondi ordinari. La norma consente inoltre l'avvicendamento di diversi soggetti nell'incarico di valutazione dei fondi con apporto, aumentando la flessibilità gestionale e riducendo gli oneri amministrativi per le SGR.
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Riferimento normativo
DECRETO 22 maggio 2000, n. 180
Testo normativo
DECRETO n. 180/2000
# DECRETO 22 maggio 2000, n. 180
## Modificazioni al regolamento recante norme per la determinazione dei
criteri generali cui devono essere uniformati i fondi comuni
d'investimento.
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1999, n. 58 , recante il testo unico delle disposizioni in materia d'intermediazione finanziaria; Visto in particolare l'articolo 37, il quale prevede che il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica determina i criteri generali cui devono uniformarsi i fondi comuni d'investimento con regolamento adottato sentite la Banca d'Italia e la Commissione nazionale per le società e la borsa; Visto l' articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Sentite la Banca d'Italia e la Commissione nazionale per le società e la borsa; Considerata la difficoltà di reperire sul mercato una garanzia nei termini previsti dall' articolo 17, comma 11, del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 24 maggio 1999, n. 228 ; Ritenuta l'opportunità di non differenziare il regime dei fondi immobiliari ad apporto rispetto ai fondi immobiliari ordinari, ove non strettamente necessario; Ritenuta l'opportunità di consentire l'avvicendamento di soggetti diversi nell'incarico di valutazione dei fondi con apporto; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza della sezione consultiva per gli atti normativi, in data 17 aprile 2000; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988, in data 11 maggio 2000 ; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 L'ultimo periodo del comma 10 dell'articolo 17 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 24 maggio 1999, n. 228 , è soppresso. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L' art. 37, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 , è il seguente: "Art. 37 (Struttura dei fondi comuni di investimento). - 1. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica con regolamento adottato sentite la Banca d'Italia e la Consob determina i criteri generali cui devono uniformarsi i fondi comuni di investimento con riguardo: a) all'oggetto dell'investimento; b) alle categorie di investitori cui è destinata l'offerta delle quote; c) alle modalità di partecipazione ai fondi aperti e chiusi con particolare riferimento alla frequenza di emissione e rimborso delle quote, all'eventuale ammontare minimo delle sottoscrizioni e alle procedure da seguire; d) all'eventuale durata minima e massima. 2. Il regolamento previsto dal comma 1, stabilisce inoltre: a) le ipotesi nelle quali deve adottarsi la forma del fondo chiuso; b) i casi in cui è possibile derogare alle norme prudenziali di contenimento e di frazionamento del rischio stabilite dalla Banca d'Italia, avendo riguardo anche alla qualità e all'esperienza professionale degli investitori; c) le scritture contabili, il rendiconto e i prospetti periodici che le società di gestione del risparmio redigono, in aggiunta a quanto prescritto per le imprese commerciali, nonchè gli obblighi di pubblicità del rendiconto e dei prospetti periodici; d) le ipotesi nelle quali la società di gestione del risparmio deve chiedere l'ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato dei certificati rappresentativi delle quote dei fondi; e) i requisiti e i compensi degli esperti indipendenti indicati nell'art. 6, comma 1, lettera c), numero 5)". - Il testo vigente dell' art. 17, commi 3 e 4, della legge n. 490/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), è il seguente: "3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di "regolamento , sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale". Nota all'art. 1: - Per il testo dell' art. 17 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 24 maggio 1999, n. 228 , recante: "Regolamento recante norme per la determinazione dei criteri generali cui devono essere uniformati i fondi comuni di investimento", vedasi in nota all'art. 2.
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Il Decreto Ministeriale 180/2000 modifica la disciplina dei fondi comuni di investimento, fondi immobiliari e società di gestione del risparmio (SGR), operando in attuazione del Testo Unico dell'intermediazione finanziaria (D.Lgs. 58/1999). La normativa è rilevante per consulenti finanziari, gestori di patrimonio e intermediari che operano nel settore del risparmio gestito, in particolare per quanto riguarda i criteri di valutazione, le garanzie e i requisiti degli esperti indipendenti.
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