Decreto Ministeriale

Decreto Ministeriale 131/2000

Regolamento recante norme per l'individuazione degli uffici esclusi dal regime di orario articolato su cinque giorni.

Pubblicato: 24/05/2000 In vigore dal: 12/04/2000 Documento ufficiale

Quali uffici del Ministero delle Finanze sono esclusi dall'orario articolato su cinque giorni e devono garantire aperture anche il sabato?

Spiegato da FiscoAI
Il Decreto Ministeriale 131/2000 individua gli uffici del Ministero delle Finanze che non devono adottare il regime di orario su cinque giorni lavorativi, mantenendo invece aperture anche il sabato per garantire servizi continuativi. Gli uffici centrali esclusi sono il Gabinetto del Ministro, l'Ufficio per i servizi dell'informazione e stampa e l'Ufficio del coordinamento legislativo. Nel Dipartimento del Territorio, gli uffici che si occupano di trascrizione e costituzione di diritti reali sugli immobili, le sezioni staccate per la conservazione dei registri immobiliari e le conservatorie rimaste attive devono assicurare l'apertura il sabato. Nel Dipartimento delle Entrate, il Direttore Generale può individuare ulteriori uffici e periodi in cui garantire assistenza ai contribuenti anche il sabato, soprattutto in prossimità delle scadenze fiscali. Gli uffici del Dipartimento delle Dogane e delle Imposte Indirette seguono invece l'orario stabilito dal decreto legislativo 374/1990.

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Riferimento normativo

DECRETO 12 aprile 2000, n. 131

Testo normativo

DECRETO n. 131/2000 # DECRETO 12 aprile 2000, n. 131 ## Regolamento recante norme per l'individuazione degli uffici esclusi dal regime di orario articolato su cinque giorni. IL MINISTRO DELLE FINANZE Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive modificazioni e integrazioni; Visto l' articolo 6, comma 5, del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79 , convertito con modificazioni dalla legge 28 maggio 1997, n. 140 , che demanda ad apposito regolamento l'individuazione degli uffici e dei servizi delle amministrazioni dello Stato da escludere dall'adozione del regime di orario articolato su cinque giorni lavorativi; Vista la legge 27 febbraio 1985, n. 52 ; Visto il decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374 ; Considerati i risultati della ricognizione effettuata nell'ambito degli uffici del Ministero delle finanze per l'individuazione degli uffici che, in ragione della necessità di assicurare prestazioni continuative, vanno esclusi dall'adozione del predetto regime di orario; Visto l' articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Visto il contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto Ministeri; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 21 febbraio 2000; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988 , effettuata con nota n. 3-6773 del 31 marzo 2000; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 1. Sono esclusi dall'osservanza delle disposizioni di cui al comma 5 dell'articolo 6 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79 , convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140 , gli uffici centrali e periferici del Ministero delle finanze di cui ai successivi commi. 2. Nell'ambito degli uffici centrali: il gabinetto del Ministro, l'ufficio per i servizi dell'informazione e stampa e l'ufficio del coordinamento legislativo. 3. Nell'ambito del Dipartimento del territorio, assicurano l'apertura nella giornata di sabato gli uffici del territorio per le attività di trascrizione e di costituzione dei diritti reali sugli immobili, le sezioni staccate degli uffici del territorio competenti per la conservazione dei registri immobiliari e le conservatorie dei registri immobiliari non ancora soppresse. 4. Nell'ambito del Dipartimento delle entrate, in prossimità della scadenza degli adempimenti fiscali, il direttore generale può individuare, con proprio provvedimento, gli uffici e i periodi in cui è necessario garantire il servizio di assistenza ai contribuenti anche nella giornata di sabato. 5. Gli uffici del Dipartimento delle dogane e delle imposte indirette osservano l'orario stabilito dal decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374 . Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 12 aprile 2000 Il Ministro: Visco Visto, il Guardasigilli: Diliberto Registrato alla Corte dei conti il 10 maggio 2000 Registro n. 1 Finanze, foglio n. 350 Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , reca: "Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego a norma dell' articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ". - Il decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79 , convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140 , reca: "Misure urgenti per il riequilibrio della finanza pubblica". Si riporta il testo del comma 5 dell'art. 6: "5. Le amministrazioni pubbliche di cui all' art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive modificazioni, adottano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, regimi di orario articolati su cinque giorni lavorativi. La giornata di riposo infrasettimanale, di regola coincidente con il sabato, è stabilita da ciascuna amministrazione, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Con regolamento da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 , sono individuati gli uffici ed i servizi delle amministrazioni dello Stato che, in ragione della necessità di assicurare prestazioni continuative, sono esclusi dall'osservanza delle disposizioni del presente comma. Le altre amministrazioni e gli enti provvedono ad individuare tali uffici e servizi sulla base dei rispettivi ordinamenti". - La legge 27 febbraio 1985, n. 52 , reca: "Modifiche al libro sesto del codice civile e norme di servizio ipotecario, in riferimento alla introduzione di un sistema di elaborazione automatica nelle conservatorie dei registri immobiliari". - Il decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374 , reca: "Riordinamento degli istituti doganali e revisione delle procedure di accertamento e controllo in attuazione delle direttive n. 79/695/CEE del 24 luglio 1979 e n. 82/57/CEE del 17 dicembre 1981 , in tema di procedure di immissione in libera pratica delle merci, e delle direttive n. 81/177/CEE del 24 febbraio 1981 e n. 82/347/CEE del 23 aprile 1982 , in tema di procedure di esportazione delle merci comunitarie". - Si trascrive il testo dell' art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri): "3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri possonoessere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione". - Il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto del personale dipendente dei Ministeri, entrato in vigore il 17 maggio 1995, è pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30 maggio 1995 - serie generale. Note all'art. 1: - Per il testo del comma 5 dell'art. 6 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79 , convertito con modificazioni dalla legge 28 maggio 1997, n. 140 , si veda nelle note alle premesse. - Per il decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374 , si veda nelle note alle premesse.

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Il decreto riguarda l'orario di lavoro negli uffici pubblici, in particolare la gestione dell'orario articolato su cinque giorni e le eccezioni per servizi continuativi. Commercialisti e contribuenti devono conoscere questi orari per accedere ai servizi di assistenza fiscale, trascrizione immobiliare e conservatoria, soprattutto in prossimità delle scadenze degli adempimenti fiscali e per le pratiche relative a diritti reali su immobili.

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