Quali sono le principali innovazioni nel sistema di misurazione della performance per il personale INPS nell'anno 2018?
Spiegato da FiscoAI
La Circolare INPS 183/2017 introduce significative modifiche al sistema di valutazione della performance del personale per il 2018, principalmente attraverso la clusterizzazione delle strutture produttive. Anziché confrontare i risultati con la media nazionale, le sedi vengono raggruppate in cluster omogenei in base a fattori sociali, demografici ed economici delle province, permettendo confronti più equi tra realtà territoriali diverse. Viene inoltre introdotto il Parametro di Miglioramento Continuo (PMC), una clausola di salvaguardia che riconosce gli sforzi delle sedi che, pur non raggiungendo la media del cluster, mostrano miglioramenti significativi e continuativi rispetto agli anni precedenti. Per quanto riguarda gli indicatori, viene rinnovato l'Indicatore di Efficacia Economico-finanziaria della Produzione (I.E.E.P., ex CRID), che mette in relazione i volumi di produzione con i valori economico-finanziari, valorizzando massimamente attività come la vigilanza e l'accertamento presso le Pubbliche Amministrazioni. Infine, per i professionisti delle aree legale e medico-legale, gli obiettivi vengono collegati in parte all'indicatore sintetico di efficacia e efficienza dell'area di competenza a livello nazionale e in parte a voci specifiche dell'I.E.E.P.
Generato da AI su documenti ufficiali. Non costituisce consulenza legale o fiscale.
Riferimento normativo
Avvio del processo di programmazione e budget per l’anno 2018
Testo normativo
Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione
Roma, 19/12/2017 Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e
periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e
Dirigenti Medici
e, per conoscenza,
Circolare n. 183
Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di
Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei
Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato
all'esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale
per l'accertamento e la riscossione
dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
Allegati n.7
OGGETTO: Avvio del processo di programmazione e budget per l’anno 2018
Si allega il formato PDF della circolare n.183 del 19 dicembre 2017.
Il Direttore Generale
Gabriella Di Michele
Sono presenti i seguenti allegati:
Allegato N.1
Allegato N.2
Allegato N.3
Allegato N.4
Allegato N.5
Allegato N.6
Allegato N.7
Cliccare sull'icona "ALLEGATI" per visualizzarli.
ALLEGATO 1
Direzione Centrale
Pianificazione e controllo di gestione
Roma, 19/12/2017 Ai Dirigenti centrali e territoriali
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e territoriali dei rami
professionali
Al Coordinatore generale medico legale e dirigenti
medici
Circolare n. 183 e, per conoscenza,
Al Presidente
Al Presidente e ai componenti del Consiglio di
Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai componenti del Collegio dei Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato
all’esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori di fondi,
gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale per
l’accertamento e la riscossione dei contributi
agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
OGGETTO: Avvio del processo di programmazione e budget per l’anno 2018
Sommario
Premessa .............................................................................................................................. 2
1. Principali innovazioni per l’anno 2018 ............................................................................... 3
2. Le linee guida gestionali per l’anno 2018 .......................................................................... 5
3. Il processo di programmazione e budget delle Strutture centrali ......................................... 12
3.1. I Programmi Operativi ................................................................................................... 13
3.2. Le Attività Istituzionali .................................................................................................. 13
3.3. Rilevazione dei fabbisogni di risorse umane ed economiche ............................................... 13
3.4. Obiettivi di efficienza nell’impiego delle risorse ................................................................. 14
3.4.1.Le risorse umane: obiettivo di efficienza .......................................................................... 14
3.4.2.Le risorse economiche: obiettivo di efficienza ................................................................... 15
3.5. Indicatore di Efficacia economico-finanziaria della produzione – I.E.E.P. (ex CRID) per le
strutture centrali .................................................................................................................. 15
3.6. Obiettivi di gestione della spesa e razionalizzazione logistica .............................................. 20
3.6.1.Gestione della spesa per le strutture centrali.................................................................... 20
3.6.2.Razionalizzazione logistica ............................................................................................. 20
3.7. Piano di dismissione del patrimonio a reddito ................................................................... 21
4. Il processo di programmazione e budget delle strutture territoriali ...................................... 23
4.1. Il fabbisogno di risorse umane e la programmazione delle leve gestionali ............................ 23
4.2. Il Piano di produzione ................................................................................................... 24
4.3. Gli obiettivi di smaltimento delle giacenze ....................................................................... 25
4.4. Gli obiettivi di qualità ed efficacia ................................................................................... 26
4.5. Gli obiettivi di efficienza ................................................................................................ 26
4.6. La nuova clusterizzazione .............................................................................................. 27
4.6.1.Impiego delle risorse umane .......................................................................................... 27
4.6.2.Produttività .................................................................................................................. 29
4.6.3.Valorizzazione dell’attività di informazione e consulenza delle strutture provinciali ................ 30
4.7. Piani delle attività della sede regionale ............................................................................ 31
4.8. I Progetti Nazionali e Regionali di Miglioramento............................................................... 32
4.9. Gestione della spesa per le Direzioni regionali .................................................................. 34
4.10. Il Piano della logistica ................................................................................................... 34
4.11. Gestione degli archivi .................................................................................................... 35
4.12. Il Conto Economico ....................................................................................................... 35
4.12.1. L’indicatore di redditività .......................................................................................... 36
4.12.2. La struttura dei costi del Conto economico ................................................................. 36
4.12.3. Gli indicatori economici della gestione ........................................................................ 37
4.13. L’indicatore dei costi standard ........................................................................................ 38
4.14. Obiettivi relativi alla dismissione del patrimonio da reddito ................................................ 39
4.15. Indicatore di Efficacia economico-finanziaria della produzione – I.E.E.P. (ex CRID) per le
strutture territoriali ............................................................................................................... 41
5. Il processo di programmazione e budget ......................................................................... 41
5.1. Il calendario e le fasi del processo di programmazione e budget ......................................... 41
5.2. Gli strumenti per la programmazione delle attività istituzionali e dei Programmi Operativi delle
strutture centrali .................................................................................................................. 41
5.3. Il calendario e le fasi del processo di programmazione e budget delle strutture territoriali ..... 42
5.4. Gli strumenti di programmazione delle direzioni regionali .................................................. 42
Premessa
Il processo di pianificazione e programmazione dell’Istituto per l’anno 2018 ha
preso avvio dall’emanazione della Relazione programmatica per gli anni 2018-
2020, approvata dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza con deliberazione n. 17
del 9 maggio 2017. Con la Relazione Programmatica il Consiglio di Indirizzo e
Vigilanza ha determinato le linee strategiche e di indirizzo per le attività
dell’Istituto per il triennio 2018-2020, elaborate sulla base dello scenario
macroeconomico ed istituzionale, della legislazione di settore vigente e delle
iniziative legislative in itinere.
2
Nell’ambito delle direttive strategiche indicate dal Consiglio di Indirizzo e
Vigilanza, con determinazione n. 139 del 29 agosto 2017 il Presidente ha
individuato le Linee guida gestionali e gli Obiettivi dell’Inps per l’anno 2018.
Con la presente circolare si avvia il processo di programmazione e budget che
vedrà coinvolti i centri di responsabilità centrali e territoriali per la definizione
dei piani di attività e di impiego delle risorse e che si concluderà con l’adozione
del Piano della performance da parte del Presidente.
1. Principali innovazioni per l’anno 2018
L’anno 2018 segnerà una importante trasformazione del sistema di
misurazione della performance, basato su un profondo aggiornamento degli
indicatori al fine di meglio indirizzarli al fabbisogno dell’utenza. Si procederà,
pertanto, ad una revisione dei criteri di valutazione della performance
dell’intero personale, sulla scorta della valutazione degli obiettivi raggiunti
negli scorsi anni, tenendo conto della continua contrazione del personale.
Le principali innovazioni riguarderanno:
Nuovo sistema di misurazione per il personale A, B e C
L’attuale sistema di misurazione della performance del personale è
basato su indicatori di qualità ed efficienza rilevabili dal Cruscotto
direzionale, che segnala gli scostamenti rispetto ai risultati consuntivati
per l'anno precedente, combinando l'indicatore di produttività delle aree
di produzione con il risultato qualitativo; l'incentivo ordinario è
corrisposto sulla base dell'indicatore della "produttività efficace", che si
ottiene attraverso la valutazione combinata della produttività (rapporto
tra la produzione omogeneizzata e le risorse effettivamente impiegate) e
della qualità nelle aree di produzione (miglioramento della qualità
rispetto agli obiettivi fissati nel piano della performance secondo la logica
del miglioramento continuo). Per la valutazione dell'incentivazione
speciale (art. 18 L. 88/1989), per tutte le aree, si fa riferimento agli
obiettivi di miglioramento rispetto all’anno precedente fissati in base al
posizionamento dell’indicatore sintetico di qualità delle aree di
produzione conseguito nell’anno precedente.
Tenuto conto che l’attuale sistema tende al riallineamento dei
livelli qualitativi poiché vengono richiesti miglioramenti maggiori
alle direzioni che hanno un indicatore sintetico di qualità più
3
basso, sulla base dei diversificati fattori sociali, demografici,
economici delle varie province tali da diversificare ed influenzare
i risultati delle strutture, si procederà alla opportuna divisione
delle strutture produttive in gruppi (cluster) omogenei per
tessuto sociale, economico e demografico ed alla conseguente
determinazione degli obiettivi, facendo riferimento non più alla
media nazionale ma alla media del cluster di appartenenza.
Parametro di Miglioramento Continuo.
L’analisi della performance produttiva degli ultimi anni ha suggerito, già
per il 2017, un intervento correttivo che omogeneizzasse i dati di
confronto fra sedi - relativamente all’incentivazione speciale - per le
direzioni posizionate sotto il valore 100.
Pur mantenendo il principio di allineamento comportamentale delle sedi
produttive, in analogia al coefficiente di oscillazione tollerabile (c.d. COT
attivato nel Piano della Performance 2017/2019 approvato con la
determinazione presidenziale n°79 del 21 aprile 2017 a salvaguardia
delle sedi eccellenti), la recente determinazione Presidenziale n° 170 del
22 novembre 2017 ha introdotto una clausola di salvaguardia costruita
per incentivare quelle sedi che, pur non avendo conseguito performance
più basse, abbiamo comunque mostrato una crescita continua e
significativa con continuità.
Tale clausola di salvaguardia (Parametro di Miglioramento Continuo -
PMC) si applicherà alle sedi che, posizionate sotto il valore 100, abbiano
comunque conseguito dei miglioramenti - rispetto a se stesse - nell’anno
corrente ed in quello precedente, pur senza raggiungere lo scostamento
medio del cluster di appartenenza (semplice o aumentato del 10%).
Pertanto, qualora le sedi nell’anno corrente ed in quello
precedente abbiano conseguito un miglioramento pari ad almeno
il 50% rispetto a quello del cluster di appartenenza, si procederà:
al riconoscimento del parametro 90 di liquidazione, nel caso
in cui il parametro di liquidazione consuntivo sia compreso
fra 80 e 89,99;
al riconoscimento del parametro 100 di liquidazione, nel
caso in cui il parametro di liquidazione consuntivo sia
compreso fra 90 e 99,99.
4
Indicatore di Efficacia Economico-finanziario della produzione –
I.E.E.P. (ex CRID)
L’indicatore per il 2018 mirerà al consolidamento di un sistema di
misurazione che metta in confronto i volumi di produzione con i valori di
natura economico–finanziario. In fase di prima applicazione, tale
indicatore, partendo dalla composizione del CRID, oltre a valorizzare
massimamente tutte le attività connesse ad alcuni settori (es. attività di
vigilanza; accertamento Pubbliche Amministrazioni) presenterà una
nuova composizione al fine di renderla più coerente con i sistemi di
misurazione dei diversi sistemi applicativi conferenti.
Obiettivi Coordinamenti professionali
Per le aree professionali, in considerazione dell’autonomia
tecnico/funzionale riconosciuta ai sensi dell’art 27 del Regolamento di
Organizzazione, come da ultimo modificato con determinazione
presidenziale n. 125/2017, si procederà ad una revisione della struttura
degli obiettivi sia a livello centrale che territoriale. In particolare, tale
struttura sarà analoga a quella già applicata per i dirigenti e risulterà
collegata, per i professionisti dell’area legale e medico legale, in parte
all’indicatore sintetico di efficacia e di efficienza dell’area di propria
pertinenza a livello nazionale, in parte ad alcune voci dell’Indicatore di
Efficacia economico-finanziaria della produzione I.E.E.P. (ex CRID)
strettamente collegate all’attività di competenza.
Per l’area legale e medico legale, l’individuazione dei valori obiettivo
dell’indicatore sintetico di efficienza e di efficacia farà riferimento ai
cluster regionali già in uso.
Per i Coordinamenti Tecnico Edilizio e Statistico Attuariale saranno
attribuiti obiettivi specifici collegati alle attività professionali svolte.
2. Le linee guida gestionali per l’anno 2018
Il Presidente, sulla base delle indicazioni date dal CIV nella Relazione
Programmatica 2018-2020, ha individuato, con la citata determinazione
presidenziale n. 139/2017 e relativamente al 2018, le Linee Guida Gestionali e
gli Obiettivi nei quali si declinano. Tale articolazione ha permesso la definizione
di specifici Programmi Operativi, assegnati alla responsabilità delle Direzioni
Centrali.
Nella tabella TAB.1 seguente sono riportati, per ogni Linea guida gestionale, gli
obiettivi individuati dal Presidente, sulla base delle proposte formulate dai
Centri di Responsabilità di primo livello (CdR).
5
Gli Obiettivi per il 2018 comprenderanno sia i nuovi programmi, sia i
programmi di durata pluriennale che hanno avuto inizio nel corso del 2017.
Nell’allegato 1 (“Anagrafica Linee di Indirizzo 2018-2020 con Obiettivi e
Progetti per 2018”) alla circolare si riporta lo schema completo dei Programmi
da realizzare per ogni CdR, corredato dai Progetti nei quali risultano articolati
con l’indicazione del relativo responsabile.
TAB.1
Descrizione Linee
Guida Gestionali Obiettivo LGG Responsabile P.O. Programma Operativo
2018-2020
Direzione Centrale Organizzazione Estensione dei nuovi assetti
Sistemi informativi organizzativi
Miglioramento della
Sperimentazione nuovi assetti
presenza sul territorio e Direzione Centrale Servizi agli
della rete di organizzativi su un campione di
Utenti
strutture
distribuzione dei servizi.
Performance individuale per aree e
Direzione Centrale Risorse Umane
Professionisti
Nuovi profili professionali
Direzione centrale Risorse Umane
(estensione tutte le sedi)
Rilevazione delle competenze di
Direzione Centrale Risorse Umane
tutto il personale dell’Istituto
Piano formativo per lo sviluppo
Direzione Centrale Risorse Umane delle competenze per nuovo
modello di servizio
DECENTRAMENTO Nuovi profili professionali
SERVIZI, Mantenimento di Direzione Centrale Risorse Umane (attivazione sperimentale presso le
ACCENTRAMENTO elevati standard di Sedi pilota)
DELLA
qualità del servizio
Nuovi profili professionali
PRODUZIONE E Direzione Centrale Risorse Umane
DIFFUSIONE DELE (monitoraggio e revisione)
COMPETENZE
Direzione Centrale Risorse Umane Piani di formazione permanente
Programma permanente di gestione
Direzione Centrale Risorse Umane
contenuti (2019)
Potenziamento delle competenze
Direzione Centrale Organizzazione
delle risorse umane nella struttura
e Sistemi Informativi
informatica
Maggiore
Raccolta e integrazione di contenuti
consapevolezza del Direzione Centrale Risorse Umane
informativi del portale
personale rispetto alle
competenze attese e ai
comportamenti
auspicati, guidando i
Direzione centrale Risorse Umane Estensione dei sistemi di assessment
percorsi realizzativi e
l’agire dei soggetti
coinvolti
6
Descrizione Linee
Guida Gestionali Obiettivo LGG Responsabile P.O. Programma Operativo
2018-2020
Formulazione di uno Direzione Centrale Studi e Predisposizione del Bilancio di
strumento di Ricerche genere
valutazione
dell’impatto, sia sul
Direzione Centrale Risorse Umane Revisione Codice di condotta
contesto interno che
PARI
esterno, delle
OPPORTUNITA'
strategie/attività
attuate dall'Istituto che Sistema di monitoraggio dei divari
fornisca agli stakeholder Direzione Centrale Risorse Umane retributivi e percorsi professionali di
un nuovo modello di genere
lettura del suo operato
Realizzazione sistema prototipale
Direzione Centrale Servizi agli con integrazione applicazioni
Utenti adattate come nucleo costitutivo
della nuova work area
Evoluzione degli
Direzione Centrale Organizzazione
applicativi per garantire Nuova architettura informativa
Sistemi informativi
un'offerta di servizi con
sempre maggiori Messa in esercizio del sistema di
standard di qualità e Knowledge Management con la
Direzione Centrale Organizzazione
SEMPLIFICAZIONE chiarezza navigazione per processi e utenti.
Sistemi informativi
DELLE PROCEDURE Rilevazione, definizione e
PER GLI UTENTI inserimento dei processi
RAFFORZZANDO I
Direzione Centrale Organizzazione Reingegnerizzazione servizi
CONTROLLI
AUTOMATICI Sistemi informativi all'utenza
Piani dell'Istituto da
adottare nel triennio Definizione del Piano Triennale
Direzione Centrale Organizzazione
volti all'erogazione di dell'informatica ed evoluzioni del
Sistemi informativi
servizi di qualità sistema informativo dell'Istituto
all'utenza
Evoluzione del sistema
Ampliamento dei controlli sulle
informativo Inps anche Direzione Centrale Organizzazione
prestazioni attraverso l’integrazione
a supporto dei sistemi Sistemi informativi
delle banche dati
antifrode
Direzione Centrale
Evoluzione Consolidamento del processo di
Amministrazione finanziaria e
contabilizzazione continua
dell'architettura servizi fiscali
informativa per
Direzione Centrale
SOVRANITA’ DEGLI rispondere alle nuove Mensilizzazione certificazione unica
Amministrazione finanziaria e
UTENTI esigenze dell'utenza e correttivo fiscale
servizi fiscali
Indagini di customer per Rilevazione della customer
Direzione Centrale Organizzazione
verificare la qualità e la experience (nel sistema di
Sistemi informativi
soddisfazione performance)
7
Descrizione Linee
Guida Gestionali Obiettivo LGG Responsabile P.O. Programma Operativo
2018-2020
dell'utenza, conoscere i
punti di forza e
debolezza del servizio
offerto al fine di Direzione Centrale Organizzazione
Soddisfazione dell'utenza
renderlo più e sistemi informativi
rispondente alle
esigenze rilevate.
Evoluzione del sistema dei controlli
Direzione Centrale Audit,
e verifica di conformità dei processi
Trasparenza e anticorruzione
di produzione
Direzione Centrale Pianificazione e Revisione degli indicatori di
Controllo di Gestione performance organizzativa
Telematizzazione come
opportunità non come
Revisione delle modalità di
vincolo
attribuzione degli obiettivi e dei
sistemi di misurazione della
Direzione centrale Pianificazione e performance organizzativa, con
controllo di gestione riferimento alle strutture territoriali
e centrali, tenuto conto anche delle
innovazioni introdotte dal D.Lgs. 74
del 25/5/2017
Riduzione degli spazi
destinati ad archivi nelle Prosecuzione razionalizzazione
sedi, con conseguenti Direzione Centrale Patrimonio e logistica e internalizzazione della
minori costi di archivi gestione degli archivi dell’istituto
manutenzione e (determina n. 114 del 29/7/2016)
gestione.
Perseguimento di una maggiore
Valorizzazione del
efficacia operativa ed una maggiore
patrimonio da reddito Direzione Centrale Patrimonio e
efficienza economica nella gestione
con riduzione dei costi archivi
RAZIONALIZZAZION del patrimonio immobiliare da
di gestione
E LOGISTICA E reddito
VALORIZZAZIONE Valorizzazione del
DEL PATRIMONIO patrimonio mobiliare
Monitoraggio delle partecipazioni
attraverso
Direzione Centrale Patrimonio e possedute al fine di verificare il
l’adeguamento della
archivi rendimento delle stesse in funzione
governance societaria e
della missione sociale dell'Istituto
la revisione delle
partecipazioni detenute
Valorizzazione e
Sinergie con le PP.AA. per la
pubblicizzazione Direzione Centrale Relazione
valorizzazione del patrimonio
patrimonio artistico- Esterne
artistico-culturale
culturale dell’Istituto
Sistema di Miglioramento degli strumenti a
comunicazione capillare Direzione Centrale Organizzazione supporto degli operatori del Contact
RAPPORTO per migliorare la e Sistemi Informativi Center e delle sedi nei rapporti con
DIRETTO CON conoscenza dell'utenza l'utenza esterna
L'UTENZA sui servizi offerti e sulle Redazione ed attuazione del piano
Direzione centrale Relazioni
diverse modalità di di comunicazione annuale completo
esterne
richiesta di indicatori
8
Descrizione Linee
Guida Gestionali Obiettivo LGG Responsabile P.O. Programma Operativo
2018-2020
Direzione centrale Relazioni
Evoluzione social media
esterne
Direzione Centrale Organizzazione Redazione della nuova Carta dei
e Sistemi Informativi Servizi Integrata
Direzione centrale Relazioni Diffusione della cultura
esterne previdenziale
Sistema di
comunicazione interna
per realizzare la
condivisione della
conoscenza attraverso
Direzione centrale Relazioni
la tempestiva diffusione Comunicazione interna
esterne
delle informazioni al
fine di aumentare
l'efficienza e l'efficacia
dell'azione
amministrativa
Razionalizzazione funzioni e
Miglioramento competenze in materia di spesa
dell'attività negoziale Direzione Centrale Acquisti e (accentramento/polo unico e
dell'Istituto attraverso appalti ridefinizione articolazioni centro-
ACCENTRAMENTO una tempestiva ed territorio e valorizzazione funzione
ACQUISTI adeguata di rilevazione dei fabbisogni)
programmazione Direzione Centrale Acquisti e Gestione attività contrattuale e
dell’acquisizione di appalti negoziale
servizi e forniture. Direzione Centrale Acquisti e
Monitoraggio dei contratti
appalti
Attività volte a
Iniziative volte a migliorare la
migliorare le procedure Direzione Centrale Organizzazione
gestione del contenzioso anche con
di gestione del e Sistemi Informativi
il coinvolgimento degli Intermediari
contenzioso esistenti e
soprattutto ad
incrementare il Direzione Centrale Organizzazione Integrazione dei dati del
collegamento con le e Sistemi Informativi contenzioso con i sistemi esterni
altre procedure
Adozione di tutti gli
strumenti di deflazione
PREVENZIONE E del contenzioso, con
Progetto di studio per la
DEFLAZIONE DEL particolare riferimento
prospettazione di strumenti di Adozione di iniziative tese alla
CONTENZIOSO alla qualità dell’azione
innovazione anche normativa tesi riduzione del contenzioso giudiziario
amministrativa e
a rimuovere il fenomeno del per Invalidità Civile
all’utilizzo di modalità di
contenzioso medico legale
riesame in autotutela
dei provvedimenti di
competenza dell’Istituto
Monitoraggio dei costi
diretti e indiretti legati Elaborazione di modelli di
Direzione centrale Pianificazione e
al contenzioso rilevazione dei costi connessi al
controllo di gestione
giudiziario e contenzioso
amministrativo.
9
Descrizione Linee
Guida Gestionali Obiettivo LGG Responsabile P.O. Programma Operativo
2018-2020
Evoluzione dei sistemi
Direzione Centrale Entrate e Aggiornamento posizioni
per il miglioramento
Recupero crediti assicurative dipendenti P.A.
qualitativo delle
prestazioni erogate e
Potenziamento dell'integrazione tra
della capacità di Direzione Centrale Entrate e
procedure, banche dati e sistema
riscossione diretta dei Recupero crediti
informativo contabile
contributi
Potenziamento delle attività di
Direzione Centrale Entrate e controllo della correttezza del
Recupero crediti comportamento dei soggetti
contribuenti
Sviluppo del nuovo modello di
vigilanza documentale basato
Miglioramento del Direzione Centrale Entrate e sull’utilizzo dei dati rivenienti dalle
sistema dei controlli Recupero crediti fonti informative pubbliche e
volto ad assicurare la sull’automazione dei processi di
congruenza tra analisi
accertato e riscosso Direzione centrale Entrate e
Sviluppo nuovo Recupero Crediti
recupero crediti
Direzione centrale Entrate e Monitoraggio riscossioni da
recupero crediti vigilanza
Direzione centrale Entrate e
Monitoraggio delle sospensioni
recupero crediti
VIGILANZA Direzione centrale Entrate e
COOPERATIVA CON Monitoraggio recupero crediti Linee attività ispettiva PP.AA.
IL CONTRIBUENTE dell'andamento delle
Direzione centrale Entrate e
posizioni debitorie delle Regolarità contributiva
recupero crediti
Pubbliche
Amministrazioni Direzione centrale Entrate e Decentramento delle rilevazioni
recupero crediti contabili
Semplificazione delle
comunicazioni al
Direzione centrale Entrate e
soggetto contribuente Estensione cassetto bidirezionale
recupero crediti
Pubblica
Amministrazione
Direzione centrale Entrate e
Incremento verifiche agevolazioni
recupero crediti
Realizzazione sistema controllo
Direzione centrale Entrate e
automatizzato dei requisiti per
Monitoraggio del recupero crediti
artigiani e commercianti
sistema delle denunce
contributive Direzione centrale Entrate e Integrazione del sistema dei
recupero crediti controlli sulle contribuzioni
Direzione centrale Entrate e Realizzazione cruscotto denunce
recupero crediti contributive
Direzione centrale Entrate e Implementazione sistema
Semplificazione nello
recupero crediti acquisizione redditi
scambio dei dati tra le
Direzione centrale Entrate e Estensione servizio Estratto Conto
PP.AA.
recupero crediti Integrato
10
Descrizione Linee
Guida Gestionali Obiettivo LGG Responsabile P.O. Programma Operativo
2018-2020
Semplificazione dei
Procedura per l'emissione
processi di Direzione centrale Entrate e
dell'estratto conto unificato
regolarizzazione del recupero crediti
aziendale
soggetto contribuente
Potenziamento dell'integrazione tra
procedure, banche dati e sistema
informativo contabile. Studio di
Direzione centrale Pensioni fattibilità per l'evoluzione, la
razionalizzazione ed armonizzazione
del nuovo sistema informativo
Prestazioni omogenee dell'INPS
con contrazione dei
Miglioramento della
tempi di liquidazione
Direzione centrale Pensioni rappresentazione del debito
previdenziale
Direzione centrale Pensioni Omogeneizzazione dei procedimenti
UNIFICAZIONE Azioni volte al miglioramento della
Direzione centrale Pensioni
PENSIONI qualità dei servizi offerti
Miglioramento della Correntezza nell'erogazione di tutti i
qualità dei servizi offerti trattamenti previdenziali forniti
ai dipendenti pubblici Direzione centrale Pensioni dall'ex INPDAP attraverso una
gestione completa e diretta del
conto assicurativo
Miglioramento della Sviluppo di sistemi di scambio
tracciabilità delle telematico delle informazioni
prestazioni anche ai fini rilevanti ai fini della definizione e
del controllo di gestione delle pensioni pagate in
eventuali frodi a danno regime internazionale ; sostegno e
Direzione Centrale Pensioni
dello Stato con consolidamento delle relazioni
particolare riferimento internazionali con le istituzioni e gli
alle prestazioni in organismi previdenziali di altri Paesi,
regime internazionale anche nell'ambito di progetti
e/o pagate all’estero internazionali
Miglioramento della Direzione Centrale Ammortizzatori Potenziamento dell'integrazione tra
procedure, banche dati e sistema
tempestività sociali
nell'erogazione delle informativo contabile
prestazioni di sostegno Direzione centrale Ammortizzatori
Gestione ammortizzatori sociali
al reddito per i cittadini sociali
Potenziamento dell'integrazione tra
Direzione Centrale Ammortizzatori
TEMPESTIVITA' E procedure, banche dati e sistema
sociali
TRASPARENZA Possibilità per gli utenti informativo contabile
NELL'ASSISTENZA
abilitati (aziende,
Direzione Centrale Ammortizzatori Interventi per ridurre il contenzioso
consulenti…) di
sociali amministrativo derivante dalla CIGO
monitorare il ricorso
agli ammortizzatori Adeguamento alla evoluzione
sociali relativi alla CIG Direzione Centrale Organizzazione normativa degli applicativi
e Sistemi Informativi informatici e semplificazione delle
domande di prestazione
11
Descrizione Linee
Guida Gestionali Obiettivo LGG Responsabile P.O. Programma Operativo
2018-2020
Miglioramento,
ATTUAZIONE DEL attraverso verifiche Potenziamento dell'integrazione tra
Direzione Centrale Ammortizzatori
POLO UNICO mirate, dell'efficacia procedure, banche dati e sistema
sociali
MEDICINA FISCALE degli accertamenti di informativo contabile
medicina fiscale
Studio di fattibilità per l'evoluzione,
Direzione Centrale Sostegno alla
la razionalizzazione ed
non autosufficienza, invalidità
armonizzazione del nuovo sistema
civile e altre prestazioni
informativo dell'INPS
Adozione di tutte le iniziative dirette
Ottimizzazione del
UNIFORMITA' E ad estendere all'intero territorio
processo di concessione Direzione centrale Sostegno alla
TEMPESTIVITA'NEG nazionale l'esperienza positiva
ed erogazione delle non autosufficienza, invalidità
LI ACCERTAMENTI dell'accentramento nell'INPS delle
SANITARI prestazioni di invalidità civile e altre prestazioni
funzioni di accertamento dei
civile
requisiti sanitari
Introduzione di verifiche sulle
Direzione Centrale Organizzazione
misure di sicurezza nel trattamento
e Sistemi Informativi
dei dati sanitari
Miglioramento del Promuovere iniziative volte alla
processo per l'accesso Direzione Centrale Organizzazione diffusione delle prestazioni
alle prestazioni e Sistemi Informativi creditizie e sociali attraverso i canali
AUMENTO
creditizie e sociali; degli intermediari
COPERTURA
proposta normativa per
PRESTAZIONI Ottimizzazione del processo di
armonizzazione aliquote
CREDITIZIE E Direzione centrale Sostegno alla gestione delle prestazioni creditizie
ed ampliamento della
SOCIALI non autosufficienza, invalidità finalizzato all'efficientamento
platea; monitoraggio
civile e altre prestazioni operativo ed al monitoraggio delle
delle prestazioni
morosità
erogate
3. Il processo di programmazione e budget delle Strutture centrali
Il Piano 2018 per le Strutture centrali sarà articolato secondo i seguenti
obiettivi:
- Obiettivi collegati ai Programmi Operativi 2018;
- Obiettivi di efficienza economica e di impiego risorse;
- Indicatore sintetico di produttività e di qualità delle aree di produzione a
livello nazionale;
- Obiettivi collegati all’Indicatore di Efficacia Economico-finanziaria della
Produzione (ex CRID);
- Obiettivi gestionali (Controllo della spesa, Razionalizzazione logistica,
dismissione patrimonio a reddito).
12
3.1. I Programmi Operativi
Per l’anno 2018, la Programmazione sarà effettuata utilizzando il nuovo
modulo di SAP BPC (“Business Planning and Consolidation") nel quale, in fase
di prima applicazione, saranno precaricati i Programmi Operativi ed i Progetti
collegati agli stessi, individuati e concordati negli incontri effettuati dalle
Strutture Centrali con la DC Pianificazione e Controllo di gestione.
Ciascun CdR titolare di Progetto avvierà il processo di programmazione con
l’individuazione delle strutture centrali da coinvolgere nella realizzazione dello
stesso, proponendo una possibile articolazione degli “Interventi” da attuare.
Completate tutte le proposte progettuali collegate al singolo Programma
operativo, il sistema attiverà in automatico la fase successiva, nelle quale le
Strutture Centrali coinvolte saranno informate dell’assegnazione delle proposte
di Intervento formulate dal CdR responsabile di Progetto.
Successivamente, ciascuna Struttura Centrale, assegnataria dell’Intervento,
confermerà o meno la proposta ricevuta, provvedendo ad indicare l’area
dirigenziale responsabile, le date inizio e fine dell’intervento e l’output collegato
all’intervento, quantificando le risorse umane ed economiche da impiegare
nello stesso.
Per tutte le Strutture centrali non coinvolte nella realizzazione dei Programmi
Operativi, la programmazione riguarderà esclusivamente le Attività Istituzionali
di competenza.
3.2. Le Attività Istituzionali
Per ogni struttura della Direzione generale, in funzione sia dell’ordinamento dei
servizi che degli specifici ordini di servizio, sono state individuate le Attività
Istituzionali (AI) proprie di ogni CdR e, al suo interno, l’indicazione dell’area
dirigenziale.
Nel caso in cui tale corrispondenza non sia più attuale, il CdR provvederà a
darne opportuna comunicazione alla Direzione centrale Pianificazione e
controllo di gestione, che provvederà a modificare l’Anagrafica delle A.I.
presenti a sistema.
3.3. Rilevazione dei fabbisogni di risorse umane ed economiche
Ciascuna Struttura centrale dovrà programmare per ogni Attività Istituzionale,
e in una fase successiva per ogni Intervento collegato a Progetto/Programma
Operativo, l’impiego di risorse umane ed economiche necessarie per la
realizzazione della specifica attività.
Per le risorse umane il fabbisogno dovrà essere espresso in termini di unità
ABC medie annuali equivalenti (FTE).
13
Per le risorse economiche il fabbisogno dovrà essere espresso in termini di:
straordinario (numero di ore su base annua);
turni (in euro);
missioni (numero di giorni missione);
timesheet (numero di ore su base annua).
Il fabbisogno di risorse umane ed economiche per la realizzazione degli
Interventi collegati ai Programmi Operativi dovrà essere considerato come un
“di cui” del fabbisogno totale rilevato per l’area dirigenziale competente delle
Attività Istituzionali richieste per la realizzazione dei suddetti interventi.
I fabbisogni saranno oggetto di valutazione di congruità, con la Direzione
centrale Pianificazione e controllo di gestione, e di compatibilità finanziaria, con
la Direzione centrale Risorse umane, nell’ambito della fase di negoziazione del
processo di programmazione e budget.
3.4. Obiettivi di efficienza nell’impiego delle risorse
Gli obiettivi di efficienza si articoleranno in:
Efficienza di impiego delle risorse umane;
Efficienza di impiego delle risorse economiche.
3.4.1. Le risorse umane: obiettivo di efficienza
In particolare, per quanto riguarda l’impiego delle risorse umane, per l’anno
2018 sarà confermato il seguente parametro di congruità:
Parametro della presenza: % presenza (unità disponibili al netto dello
straordinario, del time sheet, della formazione e delle ore di maggiore
presenza non retribuita e delle altre assenze non riconducibili all’azione
manageriale)/forza equivalente (FTE) al netto delle assenze non retribuite e
delle altre assenze non riconducibili all’azione manageriale:
valore obiettivo: maggiore o uguale all’80% a livello di CdR .
14
3.4.2. Le risorse economiche: obiettivo di efficienza
Le voci di costo discrezionali considerate e collegate al budget delle strutture
centrali saranno:
- compensi per il lavoro straordinario del personale: sulla base del
fabbisogno rappresentato dalle Strutture di Direzione generale in ore e
congruito, per quanto di competenza, dalla DC Pianificazione e Controllo
di Gestione e dalla DC Risorse Umane, sarà assegnato il budget di spesa,
espresso in euro di spesa annua;
- compensi per i turni del personale: sulla base del fabbisogno
rappresentato dalle Strutture di Direzione generale e congruito, per
quanto di competenza, dalla DC Pianificazione e Controllo di Gestione e
dalla DC Risorse Umane, sarà assegnato il budget di spesa, espresso in
euro di spesa annua;
- missioni (Italia ed Estero): sulla base del fabbisogno rappresentato dalle
Strutture di Direzione generale in giorni di missione e congruito, per
quanto di competenza, dalla DC Pianificazione e Controllo di Gestione e
dalla DC Risorse Umane, sarà assegnato il budget di spesa, espresso in
euro di spesa annua;
- impiego di personale di altre strutture/aree dirigenziali dell’Istituto
(timesheet): Il timesheet rappresenta le ore che il personale presta
temporaneamente presso altre strutture dell’Istituto, differenti da quelle
ordinarie, registrate nella struttura di competenza.
L’articolazione interna del fabbisogno di lavoro straordinario nell’ambito di ogni
CdR dovrà qualificarsi prioritariamente in rapporto al perseguimento degli
obiettivi collegati alla realizzazione dei Programmi operativi, assicurando nel
contempo lo svolgimento delle attività istituzionali di competenza funzionali
alla continuità del servizio.
3.5. Indicatore di Efficacia economico-finanziaria della produzione –
I.E.E.P. (ex CRID) per le strutture centrali
Considerato che l’indicatore di efficacia economico-finanziaria della produzione
(ex CRID) sarà collegato ad alcuni valori che hanno riflessi in termini di
Bilancio, generati direttamente dalle attività produttive delle strutture di
produzione, tenuto conto che l’esecuzione di tali atti attività è direttamente
collegata alle iniziative gestionali che l’Istituto intraprende per l’accertamento
dei contributi e il controllo per la sussistenza e permanenza del diritto alle
prestazioni sia di carattere previdenziale che assistenziale, la mancata o
15
parziale attivazione di tali iniziative può comportare maggiori uscite dell’Istituto
relativamente a prestazioni indebitamente percepite dai beneficiari o minori
entrate per effetto della evasione o elusione contributiva da parte dei soggetti
contribuenti, con conseguente maggiore fabbisogno finanziario per il bilancio
ed incremento di trasferimenti da parte dello Stato.
Ciò premesso, gli elementi per il 2018 che comporranno il valore finanziario in
materia sia di contributi che di prestazioni, in termini di maggiori entrate o di
maggiori uscite, saranno così composti:
Per i contributi, le attività produttive direttamente collegabili al valore
finanziario generato saranno riconducibili ai seguenti gruppi:
l’attività di accertamento contributivo, in fase di gestione delle
denunce del soggetto contribuente, sia per gli errori formali che
sostanziali, e in fase di accertamento ispettivo e documentale;
l’attività connessa agli ECA cioè alla verifica della correntezza e
correttezza degli adempimenti contributivi di tutti i datori di lavoro
iscritti alla Gestione dipendenti pubblici:
o sistemazione dei versamenti anomali e loro corretta
attribuzione,
o rilevazione delle partite a credito dell’Istituto per insoluti da
trasferire al sistema contabile,
o attivazione del recupero coattivo dei crediti fino alla
trasmissione all’Agente della Riscossione;
l’attività di Normalizzazione (accertamento DD.PP.) cioè di
accertamento dei crediti verso Enti o Amministrazioni. Tale attività
sarà monitorata attraverso specifiche liste estrapolate dalla procedura
Estratto Conto Amministrazione. Per definire l’obiettivo Accertamento
DD.PP, dalla lista Eca in lavorazione sono stati individuati gli ECA che
presentano una situazione di versamenti disponibili da abbinare o
sistemare prima della validazione. L’attività è propedeutica
all’accertamento dei crediti effettivi vantati dall’Istituto. Vengono
valorizzati, ai fini dell’I.E.E.P. gli importi indicati come versamenti
disponibili sistemati.
l’attività di gestione dei riscatti e delle ricongiunzioni;
l’attività di difesa dell’Istituto per il contenzioso in materia
contributiva, quantificando il valore della controversia, con esito
favorevole ovvero sfavorevole, in questo secondo caso il valore è
negativo;
Per le prestazioni, le grandezze prese in esame faranno riferimento ai
seguenti gruppi:
16
l’attività di liquidazione delle prestazioni (prestazioni
pensionistiche, prestazioni a sostegno del reddito, prestazioni
assistenziali), rappresentata in termini di liquidazione di interessi
legali per ritardata erogazione delle prestazioni ed ha valore
negativo;
l’attività di accertamento delle prestazioni indebitamente
erogate ed il recupero delle relative somme;
l’azione surrogatoria nei confronti di terzi per le prestazioni di
invalidità e malattia;
l’attività di controllo sanitario delle indennità di malattia ed
invalidità ed il relativo recupero delle prestazioni;
l’azione di difesa dell’Istituto in materia previdenziale e
assistenziale, quantificando il valore della sorte, sia per gli esiti
favorevoli che sfavorevoli (in questo secondo caso il valore è
negativo).
I valori obiettivo che dovranno essere raggiunti sono articolati nella tabella
TAB. 2 di seguito riportata.
17
TAB. 2
Indicatore di Efficacia Economico-finanziaria della Produzione IPOTESI
(I.E.E.P.) OBIETTIVI 2018
COMPONENTI POSITIVE DELLA GESTIONE
Valore della Produzione Contributi (MAGGIORI ENTRATE) 9.248.078.679
Accertamento Contributi in fase di Gestione Flussi 7.385.211.150
Accertamento Contributi 993.336.662
di cui Accertamenti da vigilanza ispettiva 432.307.366
di cui Accertamenti da vigilanza documentale 283.828.986
di cui Accertamenti da DMV 277.200.310
Accertamento ECA/DD.PP 470.872.928
di cui Accertamento ECA 119.744.574
di cui Accertamento DD.PP 351.128.354
Accertamento benefici in sede di pensione/TFS 14.215.050
Riscatti e ricongiunzioni 363.062.646
Saldo sentenze favorevoli/ sfavorevoli Contributi 21.380.243
COMPONENTI NEGATIVE DELLA GESTIONE
Valore della Produzione Prestazioni (MINORI USCITE) 3.771.467.531
Interessi legali (-) 15.544.129
Accertamento prestazioni indebite 1.765.860.915
di cui Accertamento prestazioni pensionistiche indebite 799.868.840
di cui Accertamento prestazioni indebite invalidità civile 230.417.590
di cui Accertamento prestazioni pensionistiche indebite PDAP 9.821.300
di cui Accertamento prestazioni indebite PSR 725.753.185
Minori prestazioni da vigilanza 547.790.739
di cui minori prestazioni da vigilanza ispettiva 243.925.000
di cui minori prestazioni da vigilanza documentale 303.865.739
Azioni surrogatorie 38.816.052
VMC – Annullamento prestazioni dirette malattia 23.720.409
Revoche prestazioni Invalidità civile 57.693.427
Saldo sentenze favorevoli/ sfavorevoli Prestazioni 1.353.130.118
TOTALE 13.019.546.211
Con particolare riferimento ai valori connessi alla vigilanza ispettiva, si precisa
che saranno successivamente oggetto di valutazione i possibili effetti connessi
al trasferimento delle risorse finanziarie riferite alle missioni in capo all’INL
come disposto dal recente Decreto del Ministero del Lavoro.
A tutte le strutture centrali sarà assegnato, quale obiettivo IEEP 2018, il totale
del valore indicato in TAB. 2, obiettivo esteso anche alle singole aree
dirigenziali, ad eccezione di quelle strutture che assumeranno, quale valore
dell’Indicatore, quello di riferimento di specifica competenza.
18
In TAB. 3 si riportano le voci relative agli obiettivi IEEP che le singole strutture
centrali con competenze specifiche dovranno conseguire.
TAB. 3
Struttura Centrale in
applicazione Obiettivo
dell'Ordinamento delle Indicatore Efficacia Economico-Finanziaria della
funzioni centrali e produzione (I.E.E.P.)
territoriali
Accertamento contributi in fase gestione flussi
Accertamento contributi da DMV, da vigilanza ispettiva e documentale
Accertamento ECA
Direzione Centrale Entrate e
recupero crediti
Accertamento normalizzazione DD.PP.
Annullamento prestazioni da vigilanza ispettiva e documentale
Saldo sentenze favorevoli/sfavorevoli contributi
Riscatti e ricongiunzioni
Accertamento benefici in sede di pensione e TFS
Interessi legali da prestazioni previdenziali
Direzione Centrale Pensioni
Accertamento prestazioni pensionistiche indebite
Azioni surrogatorie
Saldo sentenze favorevoli/sfavorevoli prestazioni
Interessi legali
Recupero prestazioni indebite
Direzione Centrale
Azioni surrogatorie
Ammortizzatori Sociali
VMC - Annullamento delle prestazioni dirette di malattia
Saldo sentenze favorevoli/sfavorevoli prestazioni
Interessi legali
Direzione centrale Sostegno
Accertamento prestazioni indebite
alla non autosufficienza,
invalidità civile e altre
Revoche prestazioni Invalidità civile
prestazioni
Azioni surrogatorie
Azioni surrogatorie
Coordinamento Generale
VMC - Annullamento delle prestazioni dirette di malattia
Medico Legale
Revoche prestazioni Invalidità civile
Saldo sentenze favorevoli/sfavorevoli contributi
Coordinamento Generale
Saldo sentenze favorevoli/sfavorevoli prestazioni
Legale
Azioni surrogatorie
19
3.6. Obiettivi di gestione della spesa e razionalizzazione logistica
Anche per l’anno 2018 vengono definiti alcuni obiettivi finalizzati al
miglioramento della gestione della spesa ed al rispetto del piano di
razionalizzazione logistica.
3.6.1. Gestione della spesa per le strutture centrali
Alle direzioni centrali responsabili di budget di spesa (Direzione centrale
Risorse umane, Direzione Centrale sostegno alla non autosufficienza, invalidità
civile ed altre prestazioni, Direzione centrale Ammortizzatori Sociali, Direzione
Centrale Acquisti ed appalti, Direzione Centrale Patrimonio ed Archivi) saranno
attribuiti specifici obiettivi inerenti la gestione della spesa, in particolare:
a. Verifica di congruità dei fabbisogni ed assegnazione di spesa: la
direzione centrale non può procedere all’assegnazione del budget di
spesa in misura superiore al 5% del fabbisogno di risorse economiche
congruito per l’intera regione;
b. Gestione dell’assegnazione del budget economico: uno
scostamento in misura non superiore al 5% tra budget economico
assegnato (fabbisogno), ed eventuale riassegnazione in fase di
riprogrammazione (forecast), e l’impegnato/consumato da parte delle
direzioni regionali a livello di capitolo di spesa.
Il controllo della spesa sarà effettuato sulle spese di funzionamento (sui
capitoli discrezionali sia non obbligatori sia su quelli obbligatori)
3.6.2. Razionalizzazione logistica
Alle strutture centrali responsabili del piano di razionalizzazione logistica
(Direzione Centrale Patrimonio ed Archivi, Coordinamento tecnico edilizio) sarà
attribuito lo specifico obiettivo inerente il completamento dei piani previsti per
il 2018, secondo la tabella TAB. 4 di seguito riportata.
TAB. 4 Interventi da realizzare
Determinazione Determinazione
Totale
Regioni Commissariale n. Presidenziale n. 120
Interventi
105 del 20/06/2014 del 15/09/2016
Abruzzo 1 1 2
Basilicata 0
20
Calabria 0
Campania 1 4 5
Emilia Romagna 3 3
Friuli V. G. 0
Lazio 0
Liguria 2 2
Lombardia 1 1
Marche 0
Molise 0
Piemonte 0
Puglia 0
Sardegna 0
Sicilia 0
Toscana 2 2
Trentino A.A. 0
Umbria 1 1
Valle D'Aosta 0
Veneto 1 1
Totale 3 14 17
Gli effetti del completamento dei piani saranno valutati, anche in termini di
minori costi, nell’ambito degli indicatori di gestione e degli indicatori dei
fabbisogni standard.
3.7. Piano di dismissione del patrimonio a reddito
Con la Determinazione Presidenziale n. 97 del 7 giugno 2017, avente ad
oggetto “Piano di investimento e disinvestimento del patrimonio immobiliare
non strumentale e del patrimonio mobiliare 2017-2019”, sono stati predisposti
- i criteri generali del piano di investimento e disinvestimento del patrimonio
immobiliare non strumentale e del patrimonio mobiliare
- il piano pluriennale per il triennio 2017-2019, in esecuzione alle disposizioni
contenute nel Decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, pubblicato in pari data in
Gazzetta Ufficiale, convertito con modificazioni dalla L. 21 giugno 2017, n. 96
Con riferimento ai criteri generali del piano di investimento e disinvestimento
alla base del Piano di investimento e disinvestimento del patrimonio
immobiliare non strumentale e del patrimonio mobiliare 2018-2020, si è fatto
diretto riferimento ai criteri generali del piano di investimento e
disinvestimento adottati con la medesima Determinazione Presidenziale n. 97,
21
del 7 giugno 2017 così come integrata con Determinazione Presidenziale n.
120 del 18 luglio 2017 ed approvati dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, con
Deliberazione n. 23 del 18 luglio 2017.
Premesso quanto sopra, al fine del perseguimento dell’obiettivo della completa
dismissione del patrimonio immobiliare da reddito, con specifico riferimento a
quello affidato in gestione diretta, si ritiene di focalizzare l’attenzione sulle
regioni ove risulta maggiormente concentrato il patrimonio immobiliare da
reddito, per numero di unità o per valore delle stesse (Lazio, Lombardia,
Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Sicilia, Campania).
Le restanti regioni, oltre alla ordinaria gestione del patrimonio immobiliare da
reddito, comunque, dovranno assicurare la piena collaborazione con la
Direzione Centrale Patrimonio e Archivi e con la società INVIMIT SGR SpA ai
fini del conferimento di immobili al fondo immobiliare chiuso i3-INPS, gestito
dalla predetta SGR e procedere alla vendita diretta delle unità immobiliari
residue in ogni caso in cui ciò sia possibile.
Gli obiettivi da assegnare alle Direzioni Regionali sono individuati in modo tale
da lasciare a ciascuna di esse la possibilità di individuare autonomamente le
unità immobiliari sulle quali orientare la propria attività di offerta in opzione e
di vendita diretta (per quanto riguarda le unità immobiliari locate o occupate)
oppure di consegna di unità pronte per la messa all’asta (unità libere o
inoptate).
Pertanto, sono individuati obiettivi quantitativi la misura del 10% del numero o
del valore catastale riferito alla Regione (5% per la Direzione Regionale Lazio,
in considerazione del valore assoluto rilevante), da imputare a ‘offerta in
opzione e vendite dirette’ oppure ‘alla consegna di unità pronte per la messa
all’asta’.
Regione Numero Unità Valore Catastale
LAZIO 375 28 milioni
LOMBARDIA 300 15 milioni
VENETO 190 14 milioni
EMILIA ROMAGNA 70 11 milioni
TOSCANA 50 11 milioni
SICILIA 40 6 milioni
CAMPANIA 60 6 milioni
Al fine di valorizzare pienamente l’autonomia delle Direzioni Regionali
nell’individuazione delle unità immobiliari sulle quali orientare la propria
attività,
- la valutazione della performance sarà effettuata, a consuntivo, sulla base
della somma delle percentuali relative allo stato di avanzamento di
ambedue gli obiettivi;
22
- l’obiettivo finale sarà costituito dal parametro di riferimento “100”, da
raggiungere attraverso la somma delle predette percentuali (ad esempio:
il parametro di riferimento “100” può essere raggiunto,
indifferentemente, attraverso la somma di una percentuale del 70%
dell’obiettivo sul numero delle unità e di una percentuale del 30%
dell’obiettivo sul valore catastale, oppure attraverso la somma di una
percentuale del 30% dell’obiettivo sul numero delle unità e di una
percentuale del 70% dell’obiettivo sul valore catastale).
Al fine di valorizzare adeguatamente la collaborazione con la Direzione
Centrale Patrimonio e Archivi e con la società INVIMIT SGR SpA per il
conferimento di immobili al fondo immobiliare chiuso i3-INPS e gestito dalla
predetta SGR, il valore catastale delle unità oggetto di conferimento potrà
contribuire al raggiungimento dell’obiettivo assegnato.
Potranno essere valorizzate ai fini del raggiungimento dell’obiettivo:
- le unità vendute (a seguito di offerta in opzione o di asta pubblica)
- le unità offerte in opzione al conduttore a conclusione di un nuovo
procedimento di offerta;
- le unità messe all’asta.
L’obiettivo riferito alla dismissione del patrimonio immobiliare da reddito sarà
certificato trimestralmente dalla Direzione Centrale Patrimonio ed Archivi (il
risultato di performance sarà dato dalla somma delle percentuali di
conseguimento dei due parametri).
4. Il processo di programmazione e budget delle strutture
territoriali
La programmazione delle strutture territoriali per l’anno 2018 sarà incentrata
su:
1) Smaltimento delle giacenze e raggiungimento di flussi produttivi che
garantiscano la correntezza;
2) Miglioramento della qualità del servizio;
3) Indicatore di “Efficacia economico-finanziaria della Produzione” (I.E.E.P);
4) Obiettivi di Razionalizzazione logistica e dismissione del patrimonio da
reddito;
5) Attività connessa al censimento degli archivi (G.A.C.);
6) Miglioramento degli indicatori di gestione e fabbisogni standard.
4.1. Il fabbisogno di risorse umane e la programmazione delle leve
gestionali
23
Una delle finalità principali del processo di programmazione e budget è quella
di definire il fabbisogno di risorse umane collegato al piano di produzione. Il
processo che condurrà alla definizione del fabbisogno dovrà essere articolato
nelle seguenti fasi:
- Dimensionamento del carico di lavoro, attraverso l’applicazione degli
obiettivi di qualità e di indice di giacenza sui volumi complessivi determinati
dalla stima del pervenuto (domande di servizio e gestione flussi) e dalla
ricognizione delle giacenze (relative sia alle pratiche già inserite nelle
procedure di gestione che quelle ancora da inserire);
- Determinazione del fabbisogno di risorse umane: la copertura del carico
di lavoro per linea di servizio/area di attività deve essere tale da garantire la
congruità a livello di direzione provinciale, attraverso l’applicazione degli
appositi parametri di impiego delle risorse umane;
- Programmazione delle leve gestionali: dalla comparazione del fabbisogno
di risorse umane con la previsione di consistenza media annua del personale
per linea di servizio/area di attività, deve scaturire la programmazione delle
leve gestionali, in particolare:
mobilità interna alla direzione provinciale, anche attraverso la
programmazione di appositi percorsi formativi per l’allineamento delle
competenze;
sussidiarietà interna, attraverso il ricorso alla potenzialità produttiva delle
agenzie territoriali e/o alle altre strutture di direzione provinciale;
sussidiarietà interprovinciale, da programmare nell’ambito della direzione
regionale;
progetti regionali di miglioramento, da programmare per il recupero della
correntezza nelle aree critiche, applicando i criteri previsti dalla circolare
89/2014;
sussidiarietà interregionale;
poli specialistici regionali, dove concentrare alcune lavorazioni in
sussidiarietà che richiedono specifiche competenze;
impiego di lavoro straordinario, con particolare riferimento alle aree di
produzione.
4.2. Il Piano di produzione
Sotto il profilo dell’efficienza, anche il 2018 confermerà il trend del calo del
personale registrato negli anni precedenti, ma nell’ottica del forte orientamento
al miglioramento della qualità e dei servizi resi all’utenza, il Piano dovrà
almeno confermare i livelli di produttività raggiunti dalle strutture di
24
produzione, migliorando la distribuzione e la copertura dei carichi di lavoro
all’interno del cluster regionale di appartenenza.
In particolare è richiesto:
per l’Area Flussi Contributivi- Gruppo Accertamento e Gestione
del credito un incremento del 20%, del definito, nell’ambito dell’area flussi
contributivi- Accertamento e gestione del Credito- delle attività di
regolarizzazione contributiva/ d’ufficio, delle inadempienze e della gestione dei
versamenti (codici modello 046180- 046193-046195-N46195-0AZ115-
NAZ115);
per l’Area Prestazioni e Servizi Individuali- Gruppo Assicurato
Pensionato il mantenimento dei livelli di correntezza sui seguenti codici
modello:
– AC01A02- Certificazione dei requisisti per l’indennità denominata
APE Sociale;
– AC01A03- Certificazione diritto a pensione lavoratori precoci;
Il piano dovrà, inoltre, assicurare il raggiungimento della piena conformità dei
processi di produzione.
4.3. Gli obiettivi di smaltimento delle giacenze
Per tutte le strutture di produzione dell’Istituto i volumi di produzione saranno
programmati assicurando per l’Area prestazioni e servizi Individuali un
obiettivo di 30 giorni.
Nel caso delle altre aree (“Area Flussi Contributivi” ed “Altre Aree”) dovrà
essere assicurato che l’indice di giacenza:
sia comunque in linea con il valore medio del cluster di appartenenza riferito al
2017, qualora il risultato raggiunto nel 2017 sia stato superiore al valore medio
del cluster di appartenenza;
sia confermato, come valore obiettivo 2018, l’indice di giacenza conseguito nel
2017 qualora il risultato del 2017 sia stato uguale o inferiore a quello del valore
medio di cluster di appartenenza
I valori obiettivo degli Indici di giacenza delle sedi sono riportati nell’allegato 2
alla presente.
Per l’indice di deflusso il valore obiettivo è confermato uguale o superiore a 1
per tutte le aree.
25
4.4. Gli obiettivi di qualità ed efficacia
Il sistema di rilevazione della qualità inciderà sia sull’incentivo ordinario sia
sull’incentivo speciale. Lo scostamento di riferimento, così come calcolato
nell’ambito del Cruscotto direzionale, sarà rappresentato dallo scostamento
dell’Indicatore sintetico di qualità delle aree di produzione rispetto al
budget (per l’incentivo ordinario) e rispetto all’anno precedente (per l’incentivo
speciale). Tale modalità sarà applicata per tutte le strutture organizzative ed
alle agenzie di produzione (prestazioni, flussi, complesse, territoriali).
La qualità del servizio sarà misurata attraverso indicatori sintetici di qualità
ottenuti attraverso la ponderazione degli indicatori elementari. I valori
obiettivo per l’anno 2018 saranno determinati su ciascun indicatore elementare
e su ciascuna struttura organizzativa sulla base del seguente criterio:
se il valore consuntivato nell’anno 2017 è migliore rispetto alla
media del cluster di appartenenza, tale valore viene confermato
come valore obiettivo 2018;
viceversa, se il valore consuntivato nell’anno 2017 è peggiore
rispetto alla media del cluster di appartenenza, il valore obiettivo
dovrà essere almeno pari al valore medio conseguito nel cluster di
appartenenza riferito al 2017.
Lo stesso criterio sopra illustrato sarà utilizzato per la determinazione degli
obiettivi dei professionisti (legali e medici) presenti sul territorio facendo
riferimento ai cluster regionali già in uso. Più precisamente:
per l’incentivazione speciale, si farà riferimento allo scostamento
rispetto all’anno precedente dell’indicatore sintetico di efficacia di area
professionale (legale o medico legale);
per la retribuzione di risultato, rientrerà nella struttura degli obiettivi
anche lo scostamento rispetto all’anno precedente dell’indicatore
sintetico di area professionale (efficacia ed efficienza).
4.5. Gli obiettivi di efficienza
Al fine di garantire l’ottimizzazione dell’impiego delle risorse, attivando percorsi
per l’omogenea distribuzione dei carichi di lavoro tra le strutture di produzione
e, all’interno delle stesse, tra le diverse aree di attività e linee di servizio, per
l’anno 2018 l’obiettivo di produttività sarà misurato esclusivamente a livello
regionale/direzione di coordinamento metropolitano.
A livello provinciale, di agenzia e di linea di servizio, l’indicatore di produttività
sarà mantenuto al fine di permettere una valutazione di congruità di impiego
delle risorse umane.
26
I parametri, differenziati in relazione alla variabile dimensionale applicata sia
alle direzioni regionali/direzioni di coordinamento metropolitano che a quelle
provinciali e metropolitane, sono di seguito illustrati.
4.6. La nuova clusterizzazione
L’attuale sistema di misurazione si basa su “risultati medi nazionali” che
diventano determinanti:
per gli obiettivi di piano budget: le strutture che hanno conseguito un
posizionamento inferiore alla media nazionale assumono quel valore
medio quale obiettivo per l’anno successivo;
per gli obiettivi collegati all’incentivazione speciale: le sedi che si
posizionano sotto il valore 100 devono realizzare non un semplice
miglioramento ma conseguire uno scostamento superiore a quello medio
nazionale.
Tenuto conto del diverso contesto sociale, demografico ed
economico dei territori in cui le strutture dell’Istituto operano,
considerata la rilevanza di tali fattori sui risultati di produzione ed al
fine della determinazione degli obiettivi, si procederà a raggruppare le
strutture produttive in insiemi omogenei per tessuto sociale,
economico e demografico del territorio in cui operano (cluster),
facendo ricorso al confronto non più con la media nazionale, bensì con
la media del cluster di appartenenza.
4.6.1. Impiego delle risorse umane
Gli obiettivi di impiego delle risorse saranno articolati nei seguenti indicatori:
Percentuale impiego nelle aree di produzione = 86,0% per tutte
le sedi (personale ABC presente nelle aree di produzione/Totale personale ABC
presente della direzione provinciale/Filiale Metropolitana) ad eccezione delle
direzioni di coordinamento metropolitano di Napoli e Roma (e relative filiali) e
delle direzioni di Salerno, Foggia e Potenza, per le quali la percentuale
richiesta di impiego nelle aree di produzione sarà pari all’80% in
considerazione:
del rilevante numero di affari legali pendenti (da 16.000 a 32.000);
della conseguente elevata percentuale di personale assegnato al Coordinamento
Legale delle suddette strutture (pari almeno al 10% del totale);
27
di particolari aspetti organizzativi degli uffici giudiziari in relazione al territorio
Percentuale impiego nelle aree di supporto: la percentuale di
impiego è suddivisa rispetto ai seguenti quattro raggruppamenti:
1. Cluster 1B impiego risorse = 6,2%
2. Cluster (2A - 2B) impiego risorse = 6,7%
3. Cluster impiego risorse (3A - 3B) = 7,6%
4. Cluster impiego risorse (4A - 4B) = 8,6%
CLUSTER SEDI
Milano, Napoli, Filiale di coordinamento Area Stabiese, Filiale di coordinamento
Area Nolana, Filiale di Coordinamento Area N. Camaldoli Vomero, Filiale di
coordinamento Area Flegrea Pozzuoli, Roma, Filiale di coordinamento Roma sud
Cluster 1B
ovest Eur, Filiale di coordinamento Roma sud est Casilino, Filiale di
coordinamento Roma nord ovest Flaminio, Filiale di Coordinamento di Roma
Tuscolano, Filiale di Coordinamento di Roma Montesacro,
Bari, Cagliari, Caserta, Catania, Cosenza, Lecce, Messina, Palermo, Reggio
Cluster 2A
Calabria, Salerno, Taranto,
Cluster 2B Bergamo, Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Venezia, Verona
Agrigento, Bolzano, Brindisi, Catanzaro, Chieti, Cuneo, Foggia, Frosinone,
Cluster 3A
Latina, Teramo, Sassari
Cluster 3B Ancona, Forlì, Modena, Monza, Padova, Trento, Treviso, Varese, Vicenza, Udine
Aosta, Arezzo, Asti, Avellino, Benevento, Caltanissetta, Campobasso, Crotone,
Cluster 4A Enna, Grosseto, Isernia, L'Aquila, Matera, Nuoro, Oristano, Pescara, Potenza,
Ragusa, Rieti, Siena, Siracusa, Terni, Trapani, Vibo Valentia, Viterbo
Alessandria, Andria, Ascoli Piceno, Belluno, Biella, Como, Cremona, Fermo,
Ferrara, Gorizia, Imperia, La Spezia, Lecco, Livorno, Lodi, Lucca, Macerata,
Cluster 4B Mantova, Massa Carrara, Novara, Parma, Pavia, Pesaro, Piacenza, Pisa, Pistoia,
Pordenone, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Savona, Sondrio,
Trieste, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli
Percentuale di impiego di risorse umane nelle sedi regionali e
metropolitane rispetto al totale delle Direzioni Regionali/ Direzioni di
coordinamento metropolitane, espresso sempre in termini di presenza del
personale appartenente alle aree ABC, il cui valore è differenziato per Cluster
% di impiego delle risorse umane (ABC)
CLUSTER
nelle sedi regionali/coordinamento
28
metropolitano rispetto a totale DR/DCM
CLUSTER A 11,0%
di cui Valle d’Aosta 18,0%
CLUSTER B 8,0%
CLUSTER C 6,0%
CLUSTER D 6,0%
NAZIONALE 7,0%
CLUSTER SEDI
Cluster A Basilicata, Molise, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta;
Cluster B Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Sardegna;
Calabria, Campania, Dir. coord Napoli, Dir. coord. Roma, Lazio, Puglia,
Cluster C
Sicilia;
Dir. coord. Milano, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana,
Cluster D
Veneto;
Parametro della presenza: % presenza (unità disponibili al netto dello
straordinario, del time sheet, della formazione e delle ore di maggiore
presenza non retribuita e delle altre assenze non riconducibili all’azione
manageriale) /forza equivalente (FTE) al netto delle assenze non retribuite e
delle altre assenze non riconducibili all’azione manageriale);
valore obiettivo: almeno pari all’80% a livello di CdR ;
4.6.2. Produttività
Al fine di consentire un ottimale impiego e distribuzione delle risorse a
disposizione della direzione tra le strutture di produzione e, all’interno delle
stesse, tra le diverse aree di attività e linee di servizio, considerati i carichi di
lavoro, il parametro di congruità di impiego delle risorse umane rispetto ai
carichi di lavoro, fissato in 124 punti omogeneizzati di produzione pro capite
media mensile sarà, per l’anno 2018, misurato esclusivamente a livello di
Direzione regionale/Direzioni di coordinamento metropolitano.
L’indicatore è calcolato al netto delle attività relative all’informazione ed alla
consulenza espressa in termini di risorse disponibili (presenza), attraverso la
seguente formula:
29
Produttività =
Totale produzione omogeneizzata della direzione regionale/direzione
coordinamento metropolitano
______________________________________________________________________________________________
Totale risorse umane (ABC) presenti nelle aree di produzione al netto
dell’attività di informazione e consulenza
Saranno fissati obiettivi intermedi trimestrali rilevanti al solo fine della
determinazione della performance per gli acconti trimestrali di competenza.
La valutazione del raggiungimento dell’obiettivo finale sarà comunque correlato
al solo risultato consuntivo annuale in rapporto allo standard 124, come meglio
precisato nella sottostante tabella:
PRODUTTIVITA'
AREE DI OBIETTIVO PESO %
PRODUZIONE
GENNAIO-MARZO 100 100%(*)
GENNAIO-GIUGNO 108 100%(*)
GENNAIO-SETTEMBRE 116 100%(*)
GENNAIO-DICEMBRE 124 100%
(*) Solo al fine della valutazione di performance riferita al periodo di riferimento (acconto)
4.6.3. Valorizzazione dell’attività di informazione e consulenza
delle strutture provinciali
Per l’anno 2018 saranno previsti specifici parametri di assorbimento risorse per
le attività di informazione e consulenza residuali rispetto ai prodotti
consulenziali. I parametri saranno differenziati per i seguenti cluster:
Cluster 1A: Filiali delle Direzioni di Coordinamento Metropolitano di Milano,
Roma, Napoli e agenzie complesse collegate;
Cluster 1B: Torino e agenzie complesse collegate;
Cluster 2A: Monza, Caserta, Salerno, Bari, Foggia, Lecce, Taranto, Cosenza,
Reggio Calabria, Catania, Messina, Palermo, Cagliari e agenzie complesse
collegate;
Cluster 2B: Bergamo, Brescia, Varese, Genova, Padova, Treviso, Venezia,
Verona, Vicenza, Bologna, Modena, Firenze, Perugia e agenzie complesse
collegate;
30
Cluster 3A: Cuneo, Bolzano, Frosinone, Latina, Chieti, L’Aquila, Avellino,
Benevento, Brindisi, Catanzaro, Agrigento, Siracusa, Trapani, Sassari e agenzie
complesse collegate;
Cluster 3B: Alessandria, Como, Mantova, Pavia, Trento, Udine, Ferrara, Forlì,
Rimini, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Ancona, Pesaro, Teramo e agenzie
complesse collegate;
Cluster 4A: Asti, Aosta, Sondrio, Imperia, Savona, Grosseto, Prato, Rieti,
Viterbo, Campobasso, Isernia, Barletta-Andria-Trani, Matera, Potenza, Vibo
Valentia, Crotone, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Nuoro, Oristano e agenzie
complesse collegate;
Cluster 4B: Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Biella, Lecco, Cremona,
Lodi, La Spezia, Belluno, Rovigo, Gorizia, Trieste, Pordenone, Piacenza, Arezzo,
Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Siena, Terni, Ascoli Piceno,
Fermo, Macerata, Pescara e agenzie complesse collegate;
Cluster 5A: Agenzie complesse con capoluogo di provincia in complessità A;
Cluster 5B: Agenzie complesse con capoluogo di provincia in complessità B;
La definizione dei cluster da 6A a 8B è descritta nell’allegato 3.
% risorse disponibili per
attività di sportello e
Cluster informazione su totale delle
risorse disponibili nelle
aree di produzione
Cluster 1A 3,5
Cluster 1B 3,2
Cluster 2A 3,8
Cluster 2B 3,4
Cluster 3A 4,2
Cluster 3B 3,7
Cluster 4A 4,6
Cluster 4B 4,1
Cluster 5A 5,1
Cluster 5B 4,5
Cluster 6A 5,7
Cluster 6B 4,9
Cluster 7A 6,1
Cluster 7B 5,3
Cluster 8A 6,4
Cluster 8B 5,6
4.7. Piani delle attività della sede regionale
31
Oltre ai piani di produzione, le direzioni regionali predisporranno appositi piani
relativi alla programmazione delle attività in coerenza con le funzioni assegnate
dall’Ordinamento dei servizi, attraverso le quali saranno individuate
responsabilità, valori obiettivo e risorse impiegate.
I piani di attività dovranno indicare l’area dirigenziale responsabile, l’obiettivo
assegnato all’area dirigenziale espresso attraverso un apposito indicatore ed un
valore obiettivo nonché le risorse umane ed economiche previste per il
raggiungimento dell’obiettivo.
I valori obiettivo riferiti alle attività specifiche (gestione patrimonio a reddito,
strutture sociali, welfare, gestione beni strumentali, approvvigionamento beni e
servizi ed esecuzione lavori) dovranno avere effetti sulle seguenti macro-
grandezze:
Controllo del processo produttivo;
Indicatore di Efficacia economico-finanziaria della produzione I.E.E.P. (ex
CRID);
Indicatori di gestione e fabbisogni standard;
Qualità del servizio;
Risparmi costi di gestione;
Ottimizzazione delle risorse.
Inoltre, poiché i piani regionali delle attività si caratterizzano per la loro
continuità, l’indicatore utilizzato potrà essere espresso anche in termini di
scostamento rispetto a quanto conseguito nell’esercizio precedente.
4.8. I Progetti Nazionali e Regionali di Miglioramento
L’anno 2018 sarà caratterizzato dal proseguo delle attività oggetto dei Progetti
di Miglioramento a rilevanza nazionale di cui alla Circolare 81 del 4 maggio
2017, di seguito riportati:
• Progetto Liste pensioni da verificare (P1);
• Progetto per le Lavorazioni afferenti l’implementazione volontaria della
posizione assicurativa individuale dei dipendenti pubblici (P2);
• Progetto per la lavorazione degli scarti relativi a riscatti e ricongiunzioni
Gestione Dipendenti Pubblici (P3);
• Progetto Verifica amministrativa: PIATTAFORMA TUTOR (P4).
Accanto ai menzionati Progetti aventi rilevanza nazionale ed avviati dal 2017,
saranno avviati ulteriori due progetti. In particolare:
32
PROGETTO ASSEGNI AL NUCLEO FAMILIARE E CISOA:
Il Progetto “Assegni al Nucleo Familiare e CISOA“ avrà durata annuale, con
decorrenza 1 gennaio 2018 e termine 31 dicembre 2018, con una percentuale
di abbattimento del 70%, rilevata al termine del progetto, delle giacenze al 31
dicembre 2017.
I codici modello interessati saranno:
42190 Liquidazione Diretta A.F. Domestici
42170 LIQUIDAZIONE AF CD/CM
42195 Liquidazione Diretta A.F. Ditte
sospese
42230 Liquidazione Diretta Integrazione
salariale Aziende agricole
42070 Liquidazione ANF in D.S.
42220 Integrazione salariale Aziende
agricole
42185 Liquidazione A,F. Parasubordinati
M42160 Domande di autorizzazione ANF AZ
PROGETTO NORMALIZZAZIONE ILLECITI PENALI
Il Progetto “Normalizzazione Illeciti Penali“ avrà durata annuale , con
decorrenza 1 gennaio 2018 e termine 31 dicembre 2018, con una percentuale
di abbattimento del 100 % delle giacenze al 31 dicembre 2017
I codici modello interessati sono:
0ARC22 Gestione illeciti penali aziende agricole
0IGS21 Illeciti penali diffidati appartenenti alla
gestione separata
46882 Istruttoria diffide illeciti penali
successive al 2008
Accanto a questi progetti nazionali, le Strutture territoriali potranno avviare
ulteriori Progetti di Miglioramento che, costituendo la più efficace leva
gestionale per la rimozione di quei fattori critici conclamati, aiuteranno alcuni
segmenti di produzione di essere ricondotti a regimi di correntezza ed entro le
soglie di giacenza fissate dal Piano della Performance
33
4.9. Gestione della spesa per le Direzioni regionali
Alle Direzioni regionali e Direzioni di Coordinamento Metropolitano sarà
attribuito uno specifico obiettivo attinente la gestione della spesa ed
all’efficiente allocazione dei costi. In particolare sarà oggetto di valutazione
corretta gestione del conto transitorio di Direzione
regionale/Direzione coordinamento metropolitano 1005, pertanto entro
le scadenze previste dal calendario sulla rendicontazione, si dovrà procedere
alla corretta attribuzione delle risorse economiche utilizzate e giacenti sul conto
transitorio 1005.
4.10. Il Piano della logistica
Il processo di razionalizzazione degli immobili strumentali è stato avviato nel
2009 con la determinazione commissariale n. 221 avente ad oggetto
“Razionalizzazione logistica delle Direzioni Regionali e Provinciali dell’Istituto".
Tale determinazione, oltre a definire le "linee guida operative" per la
definizione degli interventi di razionalizzazione logistica delle strutture
territoriali dell'Istituto (direzioni regionali, direzioni provinciali e aree
metropolitane), ha fissato il parametro unico di 25 mq netti per unità
lavorativa, da valutarsi a seconda della singola struttura.
Successivamente, in attuazione della determinazione presidenziale n. 99 del 1
giugno 2012, sono stati predisposti specifici Piani operativi, approvati con la
determinazione presidenziale n. 205 del 2012 e con la Determinazione n. 105
del 2014.
Con Determinazione Presidenziale n° 120 del 15 settembre 2016 è stato
definito il piano della logistica riferito alle Agenzie i cui interventi fanno parte
degli obiettivi 2018.
In attuazione dei Piani elaborati dalle direzioni regionali, sono stati definiti gli
obiettivi per il 2018, riepilogati nelle tabella seguente, in cui vengono
evidenziati, per singola regione, il numero degli interventi da realizzare, anche
con riferimento agli interventi di ottimizzazione degli spazi (definiti come
“interventi di integrazione logistica”), i mq da rilasciare (nel caso di intero
stabile) o la riduzione degli spazi.
Gli obiettivi collegati al piano di razionalizzazione della logistica saranno
misurati esclusivamente a livello regionale per tutte le strutture organizzative
coinvolte.
Gli interventi connessi al Piano di razionalizzazione logistica per l’anno 2018
sono descritti nella tabella di cui al paragrafo sopra (paragrafo 3.1.6.2).
L’elenco degli interventi previsti per il 2018 sono riportati nell’allegato 4
34
4.11. Gestione degli archivi
Con la Determinazione presidenziale n. 96 del 16 giugno 2014 è stata
approvata la strategia di gara diretta alla realizzazione del polo unico per
l’archiviazione del materiale cartaceo degli archivi “non correnti” presso il
complesso edilizio in Lacchiarella (MI).
Successivamente, con Determinazione presidenziale n° 114 del 29 luglio 2016
l’Istituto ha confermato la strategia di internalizzazione della gestione degli
archivi cartacei e la costituzione del Polo Archivistico Nazionale (PAN).
Proprio in relazione alla necessaria attività propedeutica al trasferimento del
materiale cartaceo presso il polo unico, dal 2015 è stata avviata l’attività
finalizzata ad un censimento quali-quantitativo degli archivi “non correnti”,
anche al fine di incentivare l’attività di scarto documentale. Tale attività è
pertanto finalizzata anche a ridurre eventuali situazioni di criticità degli archivi
ed al conseguimento di risparmi di spesa per la gestione e la manutenzione
degli stessi.
Funzionale a tale scopo sarà la procedura software “Gestione Archivi Cartacei
– GAC” che da gennaio 2018 tutte le strutture territoriali saranno chiamate ad
utilizzare per effettuare le predette attività, nell’ambito di un piano strategico
che prevede il completamento del censimento di tutti gli archivi cartacei “non
correnti” di sede dell’Istituto entro il 31 dicembre 2018.
In particolare, con riguardo alla valorizzazione dello scarto d’archivio ai fini
della produttività, si precisa che verranno prese in considerazione solamente le
quantità, espresse in kilogrammi o in metri lineari, risultanti dalla
documentazione inviata alla DC Patrimonio e Archivi attestante l’effettivo
macero del materiale. Dette quantità, nelle more dell’implementazione della
funzionalità di scarto in GAC che ne permetterà l’automatica rilevazione,
saranno rilevate da periodiche comunicazioni effettuate dalla Direzione
Centrale Patrimonio ed Archivi, elaborate in base delle risultanze delle attività
relative allo scarto, come previste dal messaggio HERMES del 29 maggio 2017
n° 2210.
Tutte le attività di gestione d’archivio, ed i relativi valori dei metri lineari (ml)
gestiti o scartati, saranno valutate ai fini della produzione complessiva delle
strutture (produttività) previa opportuna omogeneizzazione.
La DC Patrimonio e archivi invierà alla DC Pianificazione e controllo di gestione
ogni trimestre un report con l'indicazione dei metri lineari censiti e uno con
quelli scartati, distintamente per singola sede
Nel corso del 2018 il report trimestrale sarà sostituito dalla rilevazione dei
specifici codici modello.
4.12. Il Conto Economico
35
Nel Conto economico di CdR confluiranno tutte le entrate/uscite correlate alle
finalità istituzionali e i relativi rendimenti di gestione, nonché i costi e i ricavi.
Il conto economico della direzione regionale/direzione coordinamento
metropolitano è integrato con una serie di indicatori che consentono l’analisi
integrata e multidimensionale della performance.
4.12.1. L’indicatore di redditività
La struttura del Conto economico è articolata in due sezioni, in cui confluiscono
tutte le entrate/uscite correlate alle finalità istituzionali e i relativi rendimenti di
gestione (I.E.E.P. ex CRiD), nonché i costi e i ricavi.
Il rapporto tra rendimenti e costi rappresenta l’indicatore di redditività:
I.E.E.P. (ex CRiD)
Indicatore di redditività = -----------------------------------------------
Costi di gestione totali
Tale indice permette di osservare la capacità dell’Istituto di generare risorse
all’interno di un ciclo di gestione.
4.12.2. La struttura dei costi del Conto economico
La struttura dei costi del Conto economico riflette le componenti negative
collegate alla responsabilità gestionale della dirigenza. L’articolazione principale
dei costi fornisce una rappresentazione del consumo di risorse distinta tra i
costi diretti collegati alla produzione in senso stretto e quelli indiretti relativi
alle altre aree funzionali in cui si articola la direzione regionale (funzioni di
coordinamento, professionali e di staff).
Un’ulteriore articolazione è rappresentata dalla distinzione tra costi
discrezionali, cioè quei costi che sono nella disponibilità delle scelte gestionali
della dirigenza, costi parametrici, cioè quei costi direttamente proporzionali alle
attività ed ai volumi di produzione (ad esempio, le spese postali per invii agli
assicurati), e infine, costi vincolati, cioè quei costi che non sono direttamente
connessi alle scelte gestionali della dirigenza. Tuttavia, anche i costi vincolati
riflettono la capacità gestionale della direzione, in quanto tra questi la gran
36
parte è amministrabile, in termini di destinazione dell’impiego, variandone,
quindi, l’incidenza nel conto economico.
Esempi in questo senso sono rappresentati dal timesheet, cioè l’impiego delle
risorse umane per attività di competenza di altre strutture (provinciali,
regionali o centrali), e dalla sussidiarietà, cioè lo smaltimento di carichi di
lavoro di altre strutture.
Per i costi non attribuiti direttamente, è prevista la ripartizione alle singole
strutture della direzione regionale, utilizzando specifici driver, quali i volumi di
produzione omogeneizzata, le risorse umane (FTE) e i metri quadri delle
superfici degli immobili strumentali utilizzati.
L’alimentazione della sezione Totale “DIRECT COSTING” di CdR si ottiene
attraverso la somma di Costi di gestione diretti e indiretti di produzione.
Mentre la sezione Totale “FULL COSTING” di CdR si ottiene sommando ai valori
riportati nella sezione Totale Direct Costing di CdR anche i costi di gestione
indiretti di CdR, relativi alle spese sostenute da parte delle sedi regionali.
Nell’ambito di ciascuna sezione di costo (diretti di produzione, indiretti di
produzione e indiretti di CdR) il Conto economico presenta la seguente
struttura:
2.4 Costi della produzione
2.4.1 Acquisto di Beni e Servizi altro
2.4.1.1 Costi vincolati
2.4.1.2 Costi parametrici
2.4.1.3 Costi discrezionali
2.4.1.3.1 di cui: Costi discrezionali per immobili
2.4.1.3.1.1 Fitti
2.4.1.3.1.2 Utenze e Conduzione
2.4.1.3.1.3 Manutenzione
2.4.2 Personale
2.4.2.1 Costi vincolati
2.4.2.2 Costi discrezionali
4.12.3. Gli indicatori economici della gestione
Al fine di definire una migliore qualificazione degli orientamenti gestionali e
degli eventuali interventi correttivi adottati sono stati individuati specifici
indicatori economici della gestione.
Nella tabella seguente sono riportati gli indicatori economici che saranno
utilizzati per la misurazione e valutazione della performance a livello
37
regionale/coordinamento metropolitano, nonché per la valutazione di congruità
dei fabbisogni.
INDICATORI ECONOMICI DELLA GESTIONE
1 I.E.E.P. per punto omogeneizzato
2 Costi diretti /Costi totali
3 Costo diretto della produzione/Costi totali
4 Costo del personale diretto di produzione/Costo del personale totale
5 Costi totali per punto omogeneizzato
Il primo indicatore (“Indicatore di Efficacia Economico-finanziaria della
Produzione per punto omogeneizzato”) rappresenta la quota di produzione che
genera valore.
Il secondo indicatore (Costi diretti/Costi totali) è un indicatore di efficienza
economica della Direzione regionale nel complesso (tanto maggiore è
l’indicatore tanto maggiore l’efficienza di impiego delle risorse da parte della
Direzione regionale e quindi minore impiego nella sede regionale).
Il terzo (Costo diretto della produzione/Costi totali) è un indicatore di efficienza
economica della Direzione regionale nel complesso (tanto maggiore è
l’indicatore tanto maggiore l’efficienza di impiego delle risorse - minore
impiego nelle aree di supporto delle DP e della DR).
Il quarto (Costo del personale diretto di produzione/Costo del personale
totale), è analogo all’indicatore 3 (rappresenta una parte) ma fa esclusivo
riferimento all’efficiente impiego delle risorse umane.
L’ultimo rappresenta il costo elementare della produzione.
Gli indicatori economici della gestione, disponibili anche a livello provinciale,
dovranno essere utilizzati anche come parametri di valutazione di congruità in
fase di riprogrammazione e consuntivazione trimestrale della performance.
4.13. L’indicatore dei costi standard
Il sistema di definizione dei fabbisogni secondo la tipologia dei costi standard,
per l’esercizio 2018, si articola in 3 livelli sulla base di 20 indicatori economici
elementari, ottenuti mediante specifici algoritmi tra i valori economici e i valori
quantitativi risultanti dalle singole Sedi in esito alla fase di programmazione,
unitamente anche ai valori obiettivo assegnati alle singole strutture.
38
I LIVELLO II LIVELLO III LIVELLO
Sede
Indice Sintetico Costo di Prodotto Indicatori economici …
Regione/Direzion
Indice Sintetico Costo per Immobili Indicatori economici …
Indice Costi e Coordinamento
Standard Metropolitano
Indice Sintetico Costo per Beni e Servizi Indicatori economici …
Cluster
Indice Sintetico Costo per Personale Indicatori economici …
Le aggregazioni, degli indicatori economici elementari avviene secondo
specifiche modalità di "risalita" e concorrono alla determinazione degli indici di
livello superiore, fino alla definizione dell'Indice Costo Standard (I Livello) che
rappresenta la valutazione sintetica di ogni singola Sede.
Il numero indice del Costo Standard è calcolato come rapporto derivante
dall’indicatore risultante dalla programmazione dei fabbisogni della
singola struttura territoriale e l’indicatore medio del cluster di
riferimento.
La rilevazione dei fabbisogni è elaborata dalle direzioni regionali/direzioni di
coordinamento metropolitano ed è consolidata a livello nazionale dalle direzioni
centrali responsabili dei budget di spesa, per le verifiche di compatibilità
finanziaria, e dalla Direzione Centrale Pianificazione e controllo di gestione per
le verifiche di congruità economica.
In occasione della valutazione della compatibilità finanziaria, le Direzioni
centrali responsabili di spesa dovranno procedere alla previsione dei fabbisogni
anche per le strutture centrali.
Gli importi individuati dei fabbisogni costituiscono, in via presuntiva, lo
stanziamento economico individuabile per l’esercizio finanziario 2018 e non
devono, pertanto, intendersi quale formale attribuzione di risorse finanziarie
alla direzione regionale interessata.
Si precisa che i suddetti importi ricomprendono anche le somme finanziarie
utilizzate a livello centrale per l’acquisizione di beni e servizi mediante
l’espletamento di gare “aggregate a livello nazionale”, ma di competenza
economica delle strutture territoriali.
4.14. Obiettivi relativi alla dismissione del patrimonio da reddito
Nel paragrafo riferito ai Piano dismissione al patrimonio da reddito (par. 3.1.7)
è stato illustrato il processo di individuazione degli obiettivi per le Direzioni
regionali.
Nello specifico per le direzioni sotto riportate vengono individuati, per il 2018,
specifici obiettivi.
39
Pertanto, sono individuati obiettivi quantitativi, nella misura del 10% del
numero o del valore catastale riferito alla Regione (5% per la Direzione
Regionale Lazio, in considerazione del valore assoluto rilevante), da imputare a
offerta in opzione e vendite dirette oppure alla consegna di unità pronte per la
messa all’asta.
Regione Numero Unità Valore Catastale
LAZIO 375 28 milioni
LOMBARDIA 300 15 milioni
VENETO 190 14 milioni
EMILIA ROMAGNA 70 11 milioni
TOSCANA 50 11 milioni
SICILIA 40 6 milioni
CAMPANIA 60 6 milioni
Al fine di valorizzare pienamente l’autonomia delle Direzioni Regionali
nell’individuazione delle unità immobiliari sulle quali orientare la propria
attività:
- la valutazione della performance sarà effettuata, a consuntivo, sulla base
della somma delle percentuali relative allo stato di avanzamento di
ambedue gli obiettivi;
- l’obiettivo finale sarà costituito dal parametro di riferimento “100”, da
raggiungere attraverso la somma delle predette percentuali (ad esempio:
il parametro di riferimento “100” può essere raggiunto,
indifferentemente, attraverso la somma di una percentuale del 70%
dell’obiettivo sul numero delle unità e di una percentuale del 30%
dell’obiettivo sul valore catastale, oppure attraverso la somma di una
percentuale del 30% dell’obiettivo sul numero delle unità e di una
percentuale del 70% dell’obiettivo sul valore catastale).
Al fine di valorizzare adeguatamente la collaborazione con la Direzione Centrale
Patrimonio e Archivi e con la società INVIMIT SGR SpA per il conferimento di
immobili al fondo immobiliare chiuso i3-INPS, gestito dalla predetta SGR, il
valore catastale delle unità oggetto di conferimento può contribuire al
raggiungimento dell’obiettivo assegnato.
Potranno essere valorizzate ai fini del raggiungimento dell’obiettivo:
- Le unità vendute (a seguito di offerta in opzione o di asta pubblica)
- Le unità offerte in opzione al conduttore a conclusione di un nuovo
procedimento di offerta;
- Le unità messe all’asta;
L’obiettivo riferito alla dismissione del patrimonio immobiliare da reddito sarà
certificato trimestralmente dalla Direzione Centrale Patrimonio ed Archivi (il
40
risultato di performance sarà dato dalla somma delle percentuali di
conseguimento dei due parametri).
4.15. Indicatore di Efficacia economico-finanziaria della produzione –
I.E.E.P. (ex CRID) per le strutture territoriali
L’indicatore di efficacia economico-finanziaria della produzione (ex CRID),
come rappresentato a livello nazionale nel paragrafo 3.1.5, è articolato
nell’allegato 5 tra le singole strutture territoriali.
Con riguardo al citato indicatore sarà possibile, come è avvenuto per la
regionalizzazione della produttività, assegnare alle singole DP l’obiettivo
regionale, con una logica di solidarietà al raggiungimento del risultato
regionale.
5. Il processo di programmazione e budget
5.1. Il calendario e le fasi del processo di programmazione e budget
Il processo di programmazione e budget per il 2018 prenderà avvio dalla data
di pubblicazione della presente circolare con l’apertura dei sistemi di
programmazione:
Piano Budget;
SAP BPC (per le strutture centrali);
SAS Workforce (per le strutture territoriali);
SAP BW (autofunzionamento).
Successivamente all’approvazione del Bilancio di previsione per l’anno 2018, il
Direttore generale, con propri provvedimenti, procederà ad assegnare il budget
ai centri di responsabilità.
5.2. Gli strumenti per la programmazione delle attività istituzionali e
dei Programmi Operativi delle strutture centrali
Per la programmazione sia delle attività istituzionali sia delle proposte
progettuali da collegare ai Programmi operativi, le strutture centrali
responsabili di Programma operativo dovranno accedere al nuovo applicativo
SAP BPC.
Le modalità di programmazione sono descritte nell’allegato 6 alla presente
circolare (Istruzioni Operative), mentre le specifiche tecniche relative
all’utilizzo del nuovo modulo di SAP BPC sono illustrate nel Manuale Utente e
nella Guida all’utilizzo del sistema, scaricabile seguendo il seguente percorso:
41
Intranet _> Direzione centrale Pianificazione e Controllo di Gestione _> Aree
Operative _> Programmazione e Budget _> Programmazione Strutture
Centrali.
La programmazione si svolgerà per fasi successive. In particolare:
1) formulazione fabbisogni risorse umane ed economiche per singola
Attività Istituzionale nell’apposita scheda del modulo BPC;
2) definizione dell’anagrafica degli Interventi, attraverso il work-flow
previsto dal nuovo modulo (SAP BPC), e formulazione fabbisogni risorse
umane ed economiche per singolo Intervento.
Il calendario sarà il seguente:
a. formulazione fabbisogni risorse umane ed economiche su attività
istituzionali dalla data di pubblicazione della presente circolare al
10 gennaio 2018;
b. definizione dell’anagrafica degli Interventi e formulazione
fabbisogni risorse umane ed economiche dalla data di
pubblicazione della presente circolare al 24 gennaio 2018.
5.3. Il calendario e le fasi del processo di programmazione e budget
delle strutture territoriali
Il processo di programmazione e budget per il 2018 per le Strutture territoriali
si svolgerà con la seguente tempistica:
elaborazione del piano di produzione e impiego delle risorse umane, dalla
data di pubblicazione della presente circolare al 10 gennaio;
rilevazione del fabbisogno di risorse economiche, dalla data di
pubblicazione della presente circolare al 10 gennaio;
verifiche di congruità economica e compatibilità finanziaria, entro il 24
gennaio 2018.
Successivamente all’approvazione del Bilancio di previsione per l’anno 2018, il
Direttore generale, con propri provvedimenti, procederà ad assegnare il budget
ai centri di responsabilità.
5.4. Gli strumenti di programmazione delle direzioni regionali
Programmazione dell’impiego delle risorse umane nel piano di
produzione (Piano Budget – SAS Workforce).
42
La corretta definizione del Piano Budget richiede che ciascuna struttura di
produzione in raccordo con la propria direzione regionale/direzione di
coordinamento metropolitano, effettui la rilevazione del fabbisogno e la
programmazione delle risorse umane per l’anno 2018, sulla base degli
obiettivi di smaltimento del carico di lavoro (indice di giacenza), di
produttività e di impiego delle risorse. La programmazione dell’impiego
delle risorse umane deve essere consolidata a livello regionale/direzione
di coordinamento metropolitano, anche in considerazione dell’eventuale
ricorso alla sussidiarietà tra le sedi, al fine di equilibrare la distribuzione
dei carichi di lavoro, e, successivamente, a livello nazionale per eventuali
progetti di sussidiarietà interregionale.
Il fabbisogno di straordinario (in FTE), risorse temporanee
(cedute/ricevute, in FTE), sussidiarietà (interprovinciale, interregionale in
punti omogeneizzati) sarà trasferito da PB a SAS, al termine del processo
di programmazione, per la conseguente valorizzazione economica.
Il nuovo Manuale Utente e la Quick Guide (per l’utilizzo del sistema SAS
tramite interfaccia Excel) sull’utilizzo del sistema, scaricabile sono
disponibili sulla intranet seguendo il seguente percorso: Intranet _>
Direzione centrale Pianificazione e Controllo di Gestione _>
Documentazione _> SAS Workforce
Programmazione dell’impiego delle risorse economiche
(Rilevazione dei fabbisogni - Budget economico)
Con riferimento alla rilevazione dei fabbisogni economici, le Direzioni
regionali dovranno programmare, nell’appositi form di SAS Workforce,
l’impiego delle risorse economiche necessarie alla realizzazione delle
attività 2018.
Programmazione delle attività della sede regionale (BW SEM
scheda autofunzionamento)
Il Direttore Generale
43
Hai domande su questa normativa?
FiscoAI analizza Circolare INPS 183/2017 e risponde alle tue domande fiscali con citazioni precise.
Il sistema di performance dell'INPS per il 2018 si basa su clusterizzazione territoriale, Parametro di Miglioramento Continuo (PMC), Indicatore di Efficacia Economico-finanziaria della Produzione (I.E.E.P.) e valutazione della produttività efficace. Dirigenti e responsabili di strutture territoriali devono comprendere come questi indicatori di qualità, efficienza e redditività della gestione influenzano l'incentivazione ordinaria e speciale del personale, nonché gli obiettivi di accertamento contributivo, recupero crediti e controllo delle prestazioni.
Utilizziamo cookie tecnici essenziali e, con il tuo consenso, cookie analitici (Google Analytics, Microsoft Clarity) per migliorare l'esperienza di navigazione.
Leggi la nostra Cookie Policy.